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Aimag, Tea non vuole Hera in società

di Francesco Dondi
Aimag, Tea non vuole Hera in società

Un mese di tempo per scegliere il partner. Il 9 maggio scade il patto parasociale ma i Comuni devono decidere entro marzo

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Sessantatre rappresentanti dei consigli comunali di Carpi, Soliera, Novi e Campogalliano; un'ottantina di spettatori in sala; un'ora di relazione da parte di Gianpaolo Chimenti, consulente di Price Waterhouse, l'advisor che sta curando la sintesi dei progetti e che sta continuando a chiedere integrazioni alle aziende interessate ad Aimag. Il futuro della multiutility passa anche da qui, così come negli altri 17 consigli comunali soci, che dovranno indirizzare il futuro bando per individuare il giusto partner. Ma i tempi sono ristretti perché il 9 maggio scadrà il patto parasociale e se non lo si volesse rinnovare allora servirà una comunicazione anticipata di almeno un mese. Se questo dovesse essere lo scenario allora servirà un voto delle assemblee locali, il che anticipa ad inizio marzo ogni valutazione definitiva. Ma il patto parasociale ha anche un’ulteriore discriminante, legato ad una condizione posta da Tea, che ha scritto espressamente di essere interessata alla partnership soltanto se il patto parasociale non sarà rinnovato, elemento che implicitamente tende ad escludere Hera (socio al 25%) dalla cabina di regia del consiglio d'amministrazione. Dubbi che emergono anche tra i consiglieri, con qualcuno che suggerisce, eventualmente, di puntare proprio alle quote della società per azioni piuttosto che mirare a quelle dei Comuni. Un tema, quello del patto parasociale, al momento al vaglio di uffici legali incaricati di verificare tutte le ricadute che si potrebbero creare se uno dei cardini della stabilità di Aimag dovesse saltare.

«Possiamo dire - analizza Chimenti - che c'è una joint tra la proposta di Tea e quella della Fondazioni Cassa di Risparmio di Carpi e Mirandola, lo si evince dai continui richiami reciproci riscontrati nelle manifestazioni. Hera, a sua volta, offre due opportunità: andare subito in maggioranza in Aimag oppure arrivare alla fusione, che resta comunque l'obiettivo unico e finale».

In precedenza il sindaco di Carpi, Alberto Bellelli, aveva accarezzato le sette proposte arrivate per Aimag «che dimostrano quanto la nostra società piaccia. Siamo finora di fronte a suggestioni, non dobbiamo ancora decidere un nome, ma un percorso per il futuro».

E se Chimenti di fatto esclude Austep, Canardino e F.lli Baraldi in quanto "fuori schema", c'è poi la terza variabile di Piacere Aimag, che può mettere in campo forza imprenditoriale (Piacentini, Reggiani e Borsari) e competenze tecniche di Estra. Ma la sensazione è che anche questa resti una suggestione, difficile da declinare, privilegiando invece la territorialità completa garantita da Hera e il tandem Tea-Fondazioni.

(ha collaborato

Serena Arbizzi)

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