Assunzioni truffa per permessi di soggiorno
Tre magrebini convinti a sborsare 14mila euro pur di lavorare in campagna, ma l’azienda non esiste
Sono immigrati dal Nordafrica senza un permesso di soggiorno. Cercavano un lavoro, necessario per avere un permesso, hanno trovato il mediatore e... l’assuntore. Alla Cigl risulta abbiano anche pagato 14mila euro, in vista di quell’agognato permesso. Ma era tutta fuffa. quando i tre immigrati, che abitano nella Bassa terremotata attorno a Mirandola, si sono recati nel veronese a vedere l’azienda che li ha assunti, hanno scoperto che a quell’indirizzo non c’era alcuna azienda. Non potevano neanche andare alla polizia a denunciare, per truffa, in quanto clandestini in Italia. Così si sono rivolti alla Cgil, che ha effettuato qualche verifica e deciso di presnetare una nuova denuncia all’autorità giudiziaria. «La nostra segnalazione documentata di questi giorni - spiega Mauro Zavatti, responsabile legalità del sindacato - ripropone il più classico e sperimentato “triangolo” truffaldino. Al vertice più basso, un gruppetto di stranieri arrivati dal Medio Oriente, bisognosi di lavoro, qualsiasi purché regolare. C’è poi un vertice, in terra modenese come in ogni altra nostra provincia emiliana, che “capta e promette” risultati. C’è infine chi raccoglie “l’ordinativo” ed organizza il “contratto per assunzione stagionale ed a tempo determinato” in azienda - in questo ultimo caso, pare nelle campagne di Verona - che però non esiste all’indirizzo indicato».
Per i tre stranieri, che alla fine hanno deciso il non scontato e difficile passo di rivolgersi al sindacato, quella triangolazione è costata 14.000 euro.
«Quattordicimila euro versati, ma non esiste il lavoro e limpresa non si trova. Unica traccia un foglio di “nulla osta al lavoro” con timbri e firme che adesso si verificherà se veri o falsi - dice Zavatti - Ciò che sorprende è la carenza di “appelli alla denuncia” da parte dei legalisti in piazza, e sopratutto del mondo economico, imprenditoriale e professionale. Le conoscenze dei misfatti sono diffuse fra tutte le locali rappresentanze economiche e sociali, ma le segnalazioni/denunce - a parte quelle sindacali - sono rare o non si vedono».
Solo in questo ultimo paio di mesi, casi simili si sono susseguiti con ispezioni mirate e colpi ben assestati. Con decreti di sospensione delle attività di imprese, cantieri e laboratori a Bastiglia, Castelvetro, Soliera... Con 6 rinvii a giudizio, ancora un paio di mesi fa, di artigiani, consulenti e fiscalisti per la contraffazione di permessi di lavoro ad una cinquantina di stranieri, grazie al lavoro della Procura. Il perimetro dei reati contestati è lo stesso: lavoro nero, sfruttamento dei clandestini,truffe con lavoro fasullo. Quasi da far rimpiangere il mercatone in grigionero dei voucher-act, al top anche a Modena e in regione, con una esplosione del 4730% (quattromilasettecentrotrenta) dalla loro introduzione nel 2008». (ase)
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