Da Vignola a Bologna niente più code nei paesi
La rivoluzione stradale parte in primavera con il casello di Valsamoggia in A1 Nel giro di tre anni la Nuova Bazzanese. E addio ai passaggi a livello ferroviari
Un processo lento, ma costante: ecco l’immagine che si ha attraversando i cantieri di quella che sarà la Nuova Bazzanese, un’arteria che diverrà fondamentale per i collegamenti tra le province di Modena e di Bologna. Un percorso che ben conoscono i pendolari che dalla zona di Vignola ogni giorno raggiungono il capoluogo emiliano in auto, ma anche chi preferisce il treno si scontra spesso con i ritardi e i disservizi.
Ora qualcosa si muove, anzi diciamo pure che il grosso - gli ostacoli burocratici - è alle spalle e gli operai della Carron Spa, la ditta trevigiana vincitrice del mega appalto da quasi 29 milioni di euro, sono al lavoro.
Il primo passo, però, spetta alla società Autostrade che, al chilometro 184 della A1, tra Modena e Bologna, sta completando il casello Valsamoggia, una nuova uscita a servizio dei comuni di confine, Vignola e Castelfranco in particolare sulla sponda geminiana. I lavori sono ben avviati, sulla A1 gli scheletri dei due cavalcavia sono già stati issati e si sta procedendo al completamento delle opere accessorie. Primavera, quello il periodo in cui il casello dovrebbe diventare operativo. Ma è solo l’inizio di una profonda manovra ben più ampia e capillare, che, entro il 2019, andrà a rivoluzionare l’intera rete stradale tra Modena e Bologna, con l’obiettivo di ridurre sensibilmente i tempi di percorrenza tra una provincia e l’altra.
L’arteria principale del progetto è la variante della strada provinciale 569, la cosiddetta Nuova Bazzanese, che avrà un percorso parallelo a quella attuale. Parallelo, ma profondamente differente e, soprattutto, più veloce e scorrevole. Se ora per raggiungere Bologna da Vignola è necessario attraversare i centri abitati di Bazzano e Crespellano, con la nuova strada non si dovrà sostare nemmeno per un semaforo rosso: sarà una supestrada veloce, seppure a una sola corsia per senso di marcia. Non solo. La Nuova Bazzanese andrà a congiungersi con la Nuova Pedemontana, creando così un’unico veloce by-pass tra Bologna e Sassuolo. L’altro grande vantaggio è l’abolizione di alcuni passaggi a livello, presenza ormai a dir poco rara sulle strade moderne. In particolare quello nella località di Muffa, uno dei più odiati dagli automobilisti e causa di lunghe code: sarà sostituto da una cavalcaferrovia già in fase di realizzazione.
Il fulcro dell’opera per il territorio modenese, siamo proprio sul confine tra le due province, è il cantiere che sorgerà al termine della Nuova Pedemontana, una strada che attualmente si riversa sulla rotatoria di Bazzano: quando la Bazzanese sarà completata si potrà proseguire direttamente per Bologna. Sulla rotatoria confluirà il nuovo raccordo con la sp 27 (via per Castelfranco), creando così un fulcro direzionale senza “intoppi” grazie alla creazione di un ulteriore cavalcavia. Ma se il casello sarà già pronto entro la primavera, per la Nuova Bazzanese si dovrà attendere il 2019.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
