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Iniziative comuni con i “cugini” bolognesi

Iniziative comuni con i “cugini” bolognesi

Qual è stata la situazione del turismo nel 2015 e quali iniziative possono essere messe in campo per superare l'attuale crisi del settore? A queste domande hanno cercato di rispondere i sindaci dei...

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Qual è stata la situazione del turismo nel 2015 e quali iniziative possono essere messe in campo per superare l'attuale crisi del settore?

A queste domande hanno cercato di rispondere i sindaci dei Comuni di Zocca, Guiglia, Montese (nella foto il sindaco Luciano Mazza) per il modenese e Castel d'Aiano e Vergato nel bolognese, in un confronto con gli operatori del settore. Il quadro che ne esce è quello di un miglioramento rispetto al 2014, ma rimangono ancora tante difficoltà. «La stagione turistica del 2015 - dicono i sindaci - si è conclusa con un segnale positivo rispetto al 2014 che aveva segnato il punto più basso degli ultimi anni (-40% di presenze); c'è tuttavia preoccupazione tra gli operatori del settore e anche nelle amministrazioni dei nostri Comuni, che hanno promosso l'incontro proprio per individuare politiche ed azioni volte al miglioramento di questo importante settore economico. Si è preso atto di come il turismo sia profondamente cambiato, sia per le nuove abitudini dei turisti che tendono a fare molte vacanze ma più brevi, sia per le opportunità offerte dai low cost, sia per la possibilità di gestire le vacanze online ed infine per la crisi economica che ha contraddistinto gli ultimi anni».

Tra le proposte condivise c'è la volontà di puntare su una sinergia fra i Comuni, vista l'ampiezza del mercato, e di investire su un'immagine coordinata e distinta rispetto a quella, già molto forte, di altre aree dell'Appennino: «Per la nostra riconoscibilità - aggiungono i cinque sindaci - non dobbiamo puntare solo sulle sagre, quando invece gli elementi importanti sono il parco, i musei, linea gotica, i prodotti agricoli di eccellenza e altro ancora». Sarebbe utile un'opera di marketing capace di farsi largo tra i nuovi mezzi di comunicazione e tra le attuali forme di turismo, aprendo alla possibilità della nascita di un “albergo diffuso”, così come a un uso più flessibile delle seconde case. E si è sottolineata anche la necessità di una sinergia fra amministrazioni pubbliche e operatori privati. Ma la strada da fare è ancora tanta: attualmente le strutture sono utilizzate solo al 16% della loro potenzialità.

Federico Covili

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