L’occhio di Seta che “spia” non piace agli autisti dei bus
Il Jobs Act sale sugli autobus di Seta. Tra i tre ordini di servizio aziendali che hanno fatto scattare a decorrere da martedì lo stato di agitazione sindacale - sospeso poi ieri sera con azienda e...
Il Jobs Act sale sugli autobus di Seta. Tra i tre ordini di servizio aziendali che hanno fatto scattare a decorrere da martedì lo stato di agitazione sindacale - sospeso poi ieri sera con azienda e sindacati che hanno rinviato tutto ad un incontro il prossimo 25 gennaio - c'è anche quello sui controlli a distanza satellitari degli autisti. I provvedimenti aziendali in questione sono stati affissi in bacheca lunedì, sulla scia delle nuove norme previste dal decreto legislativo 151 del 2015. Nei tre bacini serviti da Seta, a partire da quello di Modena per proseguire con Reggio Emilia e Piacenza, da anni sono installati i dispositivi satellitari di controllo dei movimenti dei bus e delle possibili disfunzioni. La “torre di controllo” che governa il sistema è attiva a Reggio: in una sorta di maxischermo, ad ogni autobus corrisponde un puntino verde o rosso, nel caso in cui il mezzo sia in orario o in ritardo. Ebbene, d’ora in poi, «nel rispetto della privacy», questi sistemi in Seta potranno essere impiegati «per ogni finalità connessa al rapporto di lavoro e quindi anche per i rilievi disciplinari», si legge nell’ordine di servizio. In sostanza, si potranno controllare così in modalità hi-tech eventuali pause non giustificate del bus di turno, così come anomalie e ritardi vari. Questi controlli in Seta finora sono stati sempre portati avanti, ma tramite controllori e operatori in carne e ossa, ad esempio attenti a che un autista non pigliasse un caffè in orari non consentiti. In realtà, è il ritornello dei dirigenti dell’azienda di fronte alle critiche sindacali, per la verità più sul metodo, «Seta non fa altro che applicare le nuove leggi» Gli altri due contestati ordini di servizio riguardano il divieto per gli autisti di usare il cellulare durante la guida, auricolari o meno, un fenomeno comunque riscontrato nei tre bacini serviti e finora tollerato in un qualche modo, e la gestione delle ferie. Se il “niet” agli smartphone disinvolti ha già fatto discutere, il secondo capitolo coinvolge in realtà non gli autisti, ma gli operatori degli impianti fissi: a questi ultimi Seta ha chiesto di comunicare un piano ferie per la prossima estate entro il 31 marzo.
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