«Vi raccontiamo la nostra conversione»
FIORANO. Ospiti che racconteranno le loro esperienze di conversione, tra cui non mancano personaggi noti: il più noto è Giacomo Celentano, secondogenito del cantante Adriano.Ci sarà anche lui alla...
FIORANO. Ospiti che racconteranno le loro esperienze di conversione, tra cui non mancano personaggi noti: il più noto è Giacomo Celentano, secondogenito del cantante Adriano.Ci sarà anche lui alla parrocchia di Spezzano domenica prossima per partecipare al grande evento “La fede fa cantare la vita”, preparatorio alla Giornata mondiale della vita (che è a inizio febbraio). Un pomeriggio intero, a partire dalle 15, nel quale verranno raccontate tante storie di conversione e di ritorno da situazioni molto critiche grazie alla fede.
«Gli ospiti e gli invitati all’incontro ci racconteranno - spiega il parroco don Paolo Orlandi - come loro, attraverso la fede e la scoperta di Gesù hanno recuperato la vita. Venivano da storie di degrado morale, droga, anche pesante, depressione...». Vite al limite, vite vissute pericolosamente e che sono riuscite ad uscire dal tunnel. Una ragazza invece era malata di tumore ed è guarita dopo un viaggio nel 2005 a Medjugorie e anche del pellegrinaggio e di quanto rappresenta oggi Medjugorie si parlerà all’incontro. Tra i vari ospiti, come detto, sarà presente il figlio di Adriano Celentano, Giacomo, anche lui cantante, poi Roberto Bignoli, che fa musica religiosa e vive a Milano; un ragazzo reggiano, Emanuele Marzanti, che da giovanissimo ha iniziato a covare il desiderio di realizzare un film sulla Madonna e un regista, Simone Visentini, anche lui convertito.
Marzanti e Visentini sono già balzati agli onori delle cronache proprio per la loro intenzione di girare un film su Medjugorie, ambientandolo in parte sulle colline fra Fiorano e Sassuolo. Celentano e Bignoli offriranno ai presenti un po' della loro musica e della loro storia, Chiara Zoccante racconterà la sua inspiegabile guarigione. Seguiranno alle 18,15 l'adorazione eucaristica e alle 19 un rinfresco nel salone parrocchiale. L'incontro, con il racconto di queste esperienze, è libero e aperto a tutti.
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