Gazzetta di Modena

Modena

il caso

«Visite senologiche non appropriate» Il Pd incalza l’Ausl

«L’attività di senologia clinica con l’offerta di visite al seno ed ecografie mammarie presso il consultorio familiare è stata svolta con efficacia nel passato presso i Consultori di Modena ma oggi...

2 MINUTI DI LETTURA





«L’attività di senologia clinica con l’offerta di visite al seno ed ecografie mammarie presso il consultorio familiare è stata svolta con efficacia nel passato presso i Consultori di Modena ma oggi tale attività, dalle informazioni ricevute dall’Azienda Usl e dalla Regione, non è più considerata appropriata. A fronte della definizione a livello regionale, in linea con le evidenze scientifiche, dei diversi percorsi di screening e diagnosi precoce offerti gratuitamente alle donne, l’obiettivo specifico dei consultori familiari rimane la promozione della prevenzione primaria del tumore alla mammella, attraverso l’informazione e l’educazione alla salute, oltre alla promozione dell’adesione ai percorsi di prevenzione secondaria, come i programmi di screening senologico attuati dal Policlinico di Modena».

Lo ha spiegato l’assessora alla Salute e al Welfare Giuliana Urbelli, rispondendo in consiglio comunale, all’interrogazione firmata dalle consigliere del Pd Simona Arletti e Caterina Liotti che chiedevano quali servizi restino ai consultori per la prevenzione del tumore al seno e se sia vero che «oggi le donne che si rivolgono ai consultori senza un preciso quesito diagnostico non possano più effettuare la visita senologica gratuita».

Intervenendo dopo la trasformazione in interpellanza, Caterina Liotti (Pd) ha espresso la preoccupazione che «vengano meno le motivazioni profonde che erano alla base della nascita dei consultori e che avevano l’obiettivo di tenere insieme e lasciare alla gestione delle stesse donne, tutto quello che ricade nell’ambito della sessualità e della salute riproduttiva. Questi nuovi percorsi di screening, che sono sicuramente efficaci, mi sembrano più medicalizzati e mi chiedo se non vadano a intaccare l’aspetto della consapevolezza del proprio corpo e dell’educazione».

Nella replica, la consigliera Arletti ha affermato che «se l’Azienda Usl ritiene non più appropriato per la diagnosi precoce l’accesso libero, va bene così. Ma credo – ha proseguito – che sarebbe il caso di fare il punto su cosa sono oggi i consultori, e vorrei essere rassicurata sul fatto che si tratta solo di una questione di appropriatezza e non di riduzione di risorse».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google