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A Carpi c'è un super apparecchio fermo: in pensione chi sa usarlo

di Rino Filippin
A Carpi c'è un super apparecchio fermo: in pensione chi sa usarlo

Da sei mesi bloccato l’ambulatorio di Vestibologia: manca il personale addetto Il primario: «Spero la direzione risolva il problema». Otorino depotenziato?

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CARPI. «Il Servizio di Audio-Vestibologia dell'Azienda USL di Modena si trova nella nuova e moderna sede presso l'ospedale Ramazzini di Carpi, dove può contare su strumenti di ultima generazione. La validità delle metodiche adottate dal servizio, basate su sedute giornaliere con speciali attrezzature computerizzate in grado di stimolare in vario modo i meccanismi di equilibrio, è riconosciuta ufficialmente in tutto il mondo grazie a numerosi studi scientifici che ne documentano l'accertata efficacia».

Questo il testo che si legge nel sito dell’Usl. Parole che oggi suonano un po’ beffarde visto che da mesi le preziose apparecchiature sono spente perché manca il personale in grado di utilizzarle.

«Purtroppo - commenta il primario di Otorino, il dott. Stefano Galli - la persona che seguiva Vestibologia è andata in pensione e al momento non è ancora stata sostituita. Ho già chiesto un paio di volte alla direzione di provvedere e per il momento resto in fiduciosa attesa». L’impianto, secondo quanto ha pubblicamente riferito Giorgio Verrini, consigliere comunale di Carpi Futura e medico in servizio all’Usl, sarebbe fermo da sei mesi. Un tempo giudicato da molti intollerabile. Anche perché le apparecchiature del Ramazzini ci sono invidiate da tanti ospedali, anche di prima fascia. Si racconta che in una recente visita al Ramazzini da parte di un gruppo di specialisti del Policlinico Gemelli di Roma, qualcuno degli ospiti abbia esclamato: «Ma qui a Carpi voi avete apparecchiature che noi al Gemelli ce la sogniamo». Che senso ha dunque, viene da chiedersi, possedere tecnologie all’avanguardia (come dice la stessa Usl), se poi non viene utilizzata?

C’è poi il capitolo degli impianti cocleari, particolari sensori che sono installati all’interno dell’orecchio e che servono ad aiutare chi è affetto da sordità profonda. «Le direttive aziendali per il Ramazzini - spiega il primario - sono di non superare i circa 10 interventi l’anno. Noi sforiamo verso i 14-15, ma di più purtroppo non possiamo fare: sono impianti che costano circa 15mila euro l’uno e di conseguenza l’aspetto economico non è indifferente. Chi è in attesa di intervento quindi va messo in lista e i tempi per il malato si possono notevolmente allungare».

Il reparto di Otorino, quando è nella sua piena funzionalità, è considerato un “hub” nell’ambito della Sanità modenese, cioè un reparto in cui viene fatto tutto il ciclo di cure necessarie al malato. Non a caso gli utenti sono migliaia e gli interventi centinaia ( il primario riferisce di 6-700 ogni anno). Purtroppo la situazione, come spiegato dallo stesso dottor Stefano Galli, non è più ottimale. Verrebbe da pensare che qualcuno ai piani alti della politica sta pensando di depotenziare il reparto di Otorino al Ramazzini.

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