Dalla Regione 700 milioni per rilanciare l’Appennino
Durante la Conferenza per la Montagna annunciati gli stanziamenti fino al 2020 Quattro gli obiettivi: tecnologia, banda larga, energia rinnovabile e formazione
«Basta far passare la montagna come zona disagiata. È un territorio ricchissimo che ha grandi potenzialità». In queste parole del presidente della Regione Stefano Bonaccini sta il tono generale della tredicesima “Conferenza regionale per la Montagna” andata in scena ieri al Teatro Bismantova a Castelnovo ne’ Monti. Una giornata che ha voluto trasmettere soprattutto una visione positiva dei territori appenninici, e che ha segnalato una attenzione alta da parte della Regione che ha in programma forti investimenti su queste aree. Presenti alla conferenza oltre al presidente Bonaccini, gli assessori regionali Paola Gazzolo (Difesa del suolo, protezione civile, politiche ambientali e della montagna), Simona Caselli (Agricoltura, caccia e pesca), Andrea Corsini (Turismo e commercio), Palma Costi (Attività produttive, piano energetico, economia verde), Raffaele Donini (Trasporti, reti infrastrutturali materiali e immateriali, agenda digitale).
Il Programma regionale per la montagna pone obiettivi ambiziosi, ma supportati da risorse davvero ingenti: tra gli obiettivi l’aumento della popolazione residente, la dotazione a livello infrastrutturale per portare banda ultra larga in Appennino, la difesa e la valorizzazione del territorio, l’aumento delle imprese giovanili, a partire da quelle agricole (oltre il 40% delle risorse del Piano di sviluppo rurale vanno alla montagna), il rafforzamento dei servizi alla persona e all’istruzione di qualità. Le risorse dedicate ammontano complessivamente a 705 milioni di euro (tra fondi Sie, il Fondo regionale per la montagna raddoppiato, altri fondi regionali e statali) per l’intera legislatura, fino al 2020. La ripartizione per obiettivi generali prevede che, sulla cifra complessiva, 303 milioni vadano alla difesa attiva del territorio, la sua accessibilità e la valorizzazione delle risorse naturali; 150 milioni circa per rendere più attrattiva la montagna, per rafforzarne l’identità e la coesione sociale. Infine, 252 milioni serviranno a favorire lo sviluppo delle imprese, e a far crescere il lavoro in Appennino. Quattro le “azioni” previste, per intervenire sugli elementi che concorrono a rendere attrattivo vivere e lavorare in montagna: Appennino digitale, per portare la banda ultra larga in tutte le aree; Appennino sostenibile, per valorizzare le fonti di energia rinnovabile e la cura del territorio; Appennino innovativo, per l’innovazione e il trasferimento tecnologico alle imprese; infine, Laboratorio Appennino, per sostenere la formazione e co-progettazione pubblico-privata.
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