Gazzetta di Modena

Modena

«Formigine in prima fila nella difesa della legalità»

di Martina Stocco
«Formigine in prima fila nella difesa della legalità»

L’assessore Mezzetti ha presentato in Consiglio la nuova legge regionale «Lotta all’usura, alle attività illecite, al gioco d’azzardo sono i punti chiave»

2 MINUTI DI LETTURA





FORMIGINE. Semplificazione, lotta all’usura e nuova vita per i beni sequestrati alla mafia. Sono questi i punti principali della legge regionale sulla legalità presentata dall’assessore regionale Massimo Mezzetti l’altra sera nel corso della seduta del consiglio comunale. «Passeremmo da circa 160 articoli a 44 - ha esordito Mezzetti - semplificando il linguaggio e le procedure. Lotteremo contro l’usura, aiutando le vittime; contrasteremo il gioco d’azzardo, le attività illecite. Interverremo sui beni e le attività imprenditoriali confiscati. Prima del 21 marzo, Giornata della Legalità, porteremo il testo in Giunta - ha garantito l’assessore - poi in aula, dove speriamo sia approvato prima dell’estate».

Perché presentarla a Formigine?

«È un territorio che si è impegnato - ha ricordato l’assessore - ricevendo i riconoscimenti dovuti».

Come il premio Pio La Torre, citato da Mezzetti. Perché parlare di legalità al Nord?

«Innanzitutto perché non è più possibile - come ha sottolineato Mezzetti - parlare di infiltrazioni mafiose - ma di radicamento».

Inoltre, l’inchiesta Aemilia scoppiata un anno fa, ha determinato una svolta.

«Non è più tollerabile dire “Un amministratore pubblico non può più dire “Non sapevo o immaginavo” e, se lo dice, non è all’altezza del suo ruolo ed è bene che si faccia da parte».

Sfatiamo qualche mito, a partire della ricostruzione della Bassa. La mafia si è rafforzata allora?

«Enzo Ciconte (docente di Storia della criminalità organizzata) ci insegna che l’antimafia si basa sulle carte. Dal 20 maggio (data della prima scossa) fino a giugno abbiamo registrato un problema enorme. Sul territorio del cratere c’erano 90mila mezzi. L’intero sistema delle società pubbliche e private regionali ne poteva mettere in campo 20mila. Ce n’erano 70mila provenienti da fuori Regione».

Tutto illegale?

«Delle circa 1.700 imprese coinvolte nella ricostruzione - ha rimarcato l’assessore - solo lo 0,68% è stato colpito dall’interdizione delle White list. Siamo sotto un livello fisiologico: sfido un altro territorio dell’Emilia Romagna a fare lo stesso».

Quali sono le azioni per fronteggiare la mafia?

«La battiamo su cinque terreni che sono: quello militare, la conoscenza, la diffusione della cultura della legalità, le norme e l’etica della responsabilità individuale».

Perché è fondamentale l’ultimo punto?

«È importante la cittadinanza responsabile affinché ciascuno si ponga l’interrogativo di come può essere utile all’altro».

Tale modello vale soltanto per l’edilizia?

«Ha funzionato nelle costruzioni e nell’edilizia – ha concluso l’assessore - e vogliamo mutuarne gli aspetti migliori, per passare dalla straordinarietà all’ordinarietà, trasponendolo in tutti i settori. Ciò vale in rapporto con le prefetture e le banche dati. Ciò consente una maggiore possibilità di controllo sul territorio regionale».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google