«Formigine in prima fila nella difesa della legalità»
L’assessore Mezzetti ha presentato in Consiglio la nuova legge regionale «Lotta all’usura, alle attività illecite, al gioco d’azzardo sono i punti chiave»
FORMIGINE. Semplificazione, lotta all’usura e nuova vita per i beni sequestrati alla mafia. Sono questi i punti principali della legge regionale sulla legalità presentata dall’assessore regionale Massimo Mezzetti l’altra sera nel corso della seduta del consiglio comunale. «Passeremmo da circa 160 articoli a 44 - ha esordito Mezzetti - semplificando il linguaggio e le procedure. Lotteremo contro l’usura, aiutando le vittime; contrasteremo il gioco d’azzardo, le attività illecite. Interverremo sui beni e le attività imprenditoriali confiscati. Prima del 21 marzo, Giornata della Legalità, porteremo il testo in Giunta - ha garantito l’assessore - poi in aula, dove speriamo sia approvato prima dell’estate».
Perché presentarla a Formigine?
«È un territorio che si è impegnato - ha ricordato l’assessore - ricevendo i riconoscimenti dovuti».
Come il premio Pio La Torre, citato da Mezzetti. Perché parlare di legalità al Nord?
«Innanzitutto perché non è più possibile - come ha sottolineato Mezzetti - parlare di infiltrazioni mafiose - ma di radicamento».
Inoltre, l’inchiesta Aemilia scoppiata un anno fa, ha determinato una svolta.
«Non è più tollerabile dire “Un amministratore pubblico non può più dire “Non sapevo o immaginavo” e, se lo dice, non è all’altezza del suo ruolo ed è bene che si faccia da parte».
Sfatiamo qualche mito, a partire della ricostruzione della Bassa. La mafia si è rafforzata allora?
«Enzo Ciconte (docente di Storia della criminalità organizzata) ci insegna che l’antimafia si basa sulle carte. Dal 20 maggio (data della prima scossa) fino a giugno abbiamo registrato un problema enorme. Sul territorio del cratere c’erano 90mila mezzi. L’intero sistema delle società pubbliche e private regionali ne poteva mettere in campo 20mila. Ce n’erano 70mila provenienti da fuori Regione».
Tutto illegale?
«Delle circa 1.700 imprese coinvolte nella ricostruzione - ha rimarcato l’assessore - solo lo 0,68% è stato colpito dall’interdizione delle White list. Siamo sotto un livello fisiologico: sfido un altro territorio dell’Emilia Romagna a fare lo stesso».
Quali sono le azioni per fronteggiare la mafia?
«La battiamo su cinque terreni che sono: quello militare, la conoscenza, la diffusione della cultura della legalità, le norme e l’etica della responsabilità individuale».
Perché è fondamentale l’ultimo punto?
«È importante la cittadinanza responsabile affinché ciascuno si ponga l’interrogativo di come può essere utile all’altro».
Tale modello vale soltanto per l’edilizia?
«Ha funzionato nelle costruzioni e nell’edilizia – ha concluso l’assessore - e vogliamo mutuarne gli aspetti migliori, per passare dalla straordinarietà all’ordinarietà, trasponendolo in tutti i settori. Ciò vale in rapporto con le prefetture e le banche dati. Ciò consente una maggiore possibilità di controllo sul territorio regionale».
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