Il Pd esce diviso su Aimag E Soliera prova a mediare
Cosa farà il Pd di Carpi? Resterà fedele a Hera oppure si farà convincere dal resto della Bassa ad accogliere le avance di Tea? Dal consiglio comunale allargato a quattro Comuni è comunque emerso che...
Cosa farà il Pd di Carpi? Resterà fedele a Hera oppure si farà convincere dal resto della Bassa ad accogliere le avance di Tea? Dal consiglio comunale allargato a quattro Comuni è comunque emerso che Roberto Solomita, sindaco di Soliera, si pone come mediatore di una situazione che si sta facendo incandescente. Le manifestazioni di interesse nei confronti di Aimag hanno infatti scatenato un dibattito effervescente: da un lato la preferenza dei gruppi di minoranza verso il tandem Tea-Fondazioni e dall’altro le fratture nel Pd, dove non tutti i consiglieri hanno sposato Hera.
La consigliera di Carpi Futura, Anna Azzi, ha dimostrato di apprezzare la possibilità che l’offerta di Tea si integri con quella delle fondazioni bancarie anche perché “Hera non ha spiccato poi in questi anni per apporto di risorse e raggiungimento di sinergie”. Roberto Benatti ha invece accostato il sindaco Bellelli a Luigi XIII e il presidente della Fondazione Schena al cardinale Richelieu per sostenere che “la vera regia sia in mano alla Fondazione”. Il consigliere di Novi Boldrin ha invece evidenziato come la possibilità di “acquistare azioni Aimag responsabilizzerebbe i cittadini che sarebbero più spronati a tutelare il territorio non abbandonando, ad esempio i rifiuti”.
Dopo il dibattito sono intervenuti i sindaci. Luisa Turci ha ricordato che già “entro il 21 febbraio i Consigli dei nostri comuni dovranno prendere una decisione per convenzionarsi con Modena come stazione appaltante per la gara del gas, la cui pubblicazione è fissata per il marzo 2017. Non mi sembra il caso di fare guerre di religione contro la miscredente Hera”.
Bellelli, piuttosto seccato dall’insinuazione dei 5 Stelle che mettono in discussione il cambiamento delle tubature in amianto in caso di vittoria di Hera, ha invece replicato deciso che “se volevamo vendere Aimag ad Hera avremmo fatto un altro percorso: con la richiesta delle manifestazioni d’interesse volevamo vedere quali scenari potevano palesarsi. Aimag però non può rimanere così: vogliamo giocare un ruolo oppure no?”.
Solomita si è invece ritagliato un ruolo di mediatore tra la Bassa e Carpi, riducendo a due le possibili soluzioni per Aimag: Tea-Fondazioni oppure Hera. Sarà lui a dover convincere i carpigiani... (s.a.)
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