Gazzetta di Modena

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al forum monzani

L’Olocausto sarà rivissuto dal gruppo corale Ologramma

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“La memoria che cura”. Il 27 gennaio, Giornata della Memoria, il Forum Monzani ospiterà un nuovo appuntamento con Ologramma. Alle 21 il gruppo corale e strumentale farà rivivere l’Olocausto assieme ad altri difficili scenari del secolo scorso. Contesti che riguardano sia l’Italia (la strage alla stazione di Bologna) sia altri Paesi del mondo. Dall’Argentina (i “desaparecidos”) ai conflitti nei Balcani; dal genocidio armeno ai “viaggi della speranza”.

«Sarà un nuovo appuntamento di emozioni, pace e memoria», ha garantito il sindaco, Gian Carlo Muzzarelli. Lo scorso anno lo spazio di via Aristotele aveva ospitato lo spettacolo “A forza di essere vento”. «Modena ha scelto il progetto - ha ripreso il sindaco - perché riconosce i valori della cittadinanza, dell’uomo e della donna. Abbiamo una grande comunità responsabile, che non lascia indietro nessuno e sa valorizzare tutto ciò che ognuno di noi ha dentro. Sono ragazzi che dentro hanno molto». Ologramma è un gruppo corale e strumentale che unisce interpreti normodotati e diversamente abili. Lo spettacolo del 2015 era incentrato sulla “Aktion T4”. Un’azione con cui i nazisti hanno compiuto persecuzioni verso i disabili nei campi di sterminio. «Sono state sterminate migliaia e migliaia di persone diversamente abili - ha ricordato Roberta Frison, direttore del gruppo - e per tutte le minoranze i numeri sono stati spaventosi. Abbiamo fatto un dvd dello spettacolo. L’idea è stata mia. Avere ragazzi disabili che parlano di una strage di disabili per me è stato il punto di partenza». Guai però a usare etichette perché ciascuno può dare il suo contributo. «Siamo tutti uguali - ha spiegato Alice Sacchi, cantante solista carpigiana - non c’è nessun intento d’insegnare». Alice ha già raccolto le prime opere nelle “Acoustic Seasons”. «Grazie all’Ologramma ho scoperto la musicoterapia - ha ripreso la giovane artista - mi sto specializzando a Modena. C’è un dare e un ricevere per tutti». «Abbiamo fatto un lavoro integrativo - ha ripreso Martina Lancellotti, chitarrista - ma siamo tutti musicisti, senza etichette». «Dove manchiamo noi loro ci aiutano», ha garantito Alice. (g.f.)

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