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Malpighi: «Il 2016 l’anno della svolta? Basta volerlo...»

di Davide Berti
Malpighi: «Il 2016 l’anno della svolta? Basta volerlo...»

Il presidente di Confcommercio: «Sicurezza, decoro urbano e turismo: facciamo cose anche piccole ma fatte bene»

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La domanda è una sola: sarà l’anno della svolta?

Se la pone il presidente di Confcommercio Modena Massimo Malpighi, protagonista dell’Expo modenese anche a livello privato come imprenditore, che vede nel turismo l’unica medicina davvero indispensabile per rilanciare la città: «Forse non tutti sanno che siamo la 18esima città italiana - spiega Malpighi - che però ha un patrimonio da metropoli e deve fare tesoro di tutte le possibilità che ha, non perderle per strada».

Che giudizio dà delle iniziative di Expo?

«È da qui che dobbiamo ripartire. Abbiamo dimostrato che mettendoci in rete possiamo fare cose egregie. Diciamo che abbiamo sostenuto un ottimo allenamento e siamo pronti a ripartire, perché i numeri dicono questo: la chiave è il turismo e attrarre persone nuove».

Ci spieghi i numeri.

«A me piacciono poco, perché spesso sono sintomo di burocrazia, ma in questo caso sono inequivocabili: da una ricerca condotta dal nostro osservatorio nelle città medie, tra cui Modena, cala del 14 per cento il commercio al dettaglio, cresce del 43 per cento il commercio ambulante, crescono del 5 per cento bar, ristoranti e alberghi. E se crescono loro, significa che tutto può ripartire».

In che modo?

«Tre parole d’ordine: turismo appunto, decoro urbano e sicurezza. Non è più solo una questione di percezione, i reati sono aumentati. Non voglio dare colpe a Muzzarelli, che è inquilino a volte di un sistema che non gli permette di intervenire, ma a Roma facciamoci sentire. I turisti abbiamo detto che siamo capaci di attirarli se vogliamo, ma i turisti vengono se trovano chi li accoglie. Modena può essere più accogliente».

Si spieghi.

«Parto dalle piccole cose. Le aree di degrado, come quella accanto al Mef, vanno eliminate. Va bene anche se ci facciamo delle strisce blu, dal momento che i parcheggi lì sono pochi, ma eliminiamo quel degrado. Che cosa vedono i turisti? Come su via Emilia Est: possibile che non si possa fare nulla per il distributore abbandonato? La sicurezza passa più da queste piccole cose che da grandi progetti ».

Ma i grandi progetti sono la vetrina del tutto.

«Bene, ma che lo diventino davvero. Ci possiamo permettere ancora dei chioschi in quello stato? La risposta è no, ed è disarmante che non si possa fare nulla. Non voglio dare responsabilità, ma impegniamoci tutti. Così come serve senso civico: i cittadini con più responsabilità e senso del dovere e magari chi deve raccogliere i rifiuti con un giro in più per la città».

Ex Amcm e Ex Diurno saranno i due progetti dell’anno.

«Magari. L’Ex Amcm è partita ma serve un discorso chiaro e di strategia su tutto l’asse del centro storico per capire dove andare. In piazza Mazzini non si sa ancora cosa si deciderà di fare ma non ci sono molte strade: o si riattrezza quell’area a servizi, magari con informazioni e bagni come in Inghilterra, o la piazza va stravolta per far rivivere quello spazio. Le cose a metà non vanno più fatte».

Cosa proponete?

«La legge di stabilità offre due opportunità che vanno sfruttate: 500 milioni per interventi straordinari di riqualificazione urbana e sicurezza nelle periferie e la possibilità di usare fino al cento per cento degli oneri di urbanizzazione dei prossimi due anni per spese di manutenzione del verde e strade. Dobbiamo candidare progetti di rigenerazione urbana con al centro la qualità del commercio usando la leva dei due miliardi del piano nazionale per le città».

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