Map, racconti di gelo e bollette senza dignità
SAN FELICE. Pierpaolo Veronesi viveva 4 anni fa in una palazzina ancora oggi ben lontana dalla ricostruzione. Pensionato, tre figli da mantenere, una moglie con un’indennità indegna, da poco più di...
SAN FELICE. Pierpaolo Veronesi viveva 4 anni fa in una palazzina ancora oggi ben lontana dalla ricostruzione. Pensionato, tre figli da mantenere, una moglie con un’indennità indegna, da poco più di 250 euro. Ha vissuto nei map fino a poco fa, nella speranza di tornare un giorno a casa. Ora è in un appartamento, in affitto, 500 euro che paga il Comune. Intanto, con un reddito complessivo di 1200 euro per 6 persone, Enel Energia gli chiede 3900 euro di arretrati, spesi per scaldare una delle baracche di via Tassi. «Impossibile vivere qui, non immaginavamo durasse così a lungo, e fosse così caldo d’estate e così freddo d’inverno. Siamo stati costretti ad usare tutta quella energia”. Ieri Veronesi ha voluto essere alla manifestazione di San Felice, dove 40 persone si sono radunate raccontando storie difficili. Come quella di Enrico Mantovani, 70enne che si mantiene con lavori saltuari: «L’ultima bolletta è di 687 euro, gli arretrati sono di 2867, per riavere l’elettricità ho chiesto per la prima volta aiuto al Comune. Mi hanno anticipato 600 euro, ma non avrò i soldi per pagare i debiti. Non so come fare». Grazia Carrozza, 2 figli, disoccupata: «Sono appena andata in un appartamento, Enel chiede gli arretrati, sennò mi taglia la luce dove sono ora». Bollette che per tanti arrivano ben oltre i 1000 euro, con somme che toccano i 7-10mila. «Continuano ad arrivarmi bollette per i consumi qui, quando abito da mesi altrove», dice Grazia. «All’Enel mi hanno detto che potrebbe esserci un allacciamento abusivo». Già, perché può succedere di tutto. Può succedere che Slimane mostri una bolletta da 75 euro con pagamenti regolari, ma che abbia ricevuto il messaggio per il taglio dell’energia. Daniel, ghanese, si sia visto costretto ad acquistare una bombola e un fornellino a gas. Sua moglie, madre di tre figli tutti disoccupati, mentre lo mostra scoppia in lacrime. E piangono le mamme di due bambini di 40 giorni. Raian è l’ultimo arrivato, sua madre lo mostra in una carrozzina affossata di coperte, perché di notte nelle baracche di via Tassi si va ben sotto lo zero. Presente anche l’onorevole Vittorio Ferraresi: ha chiamato il prefetto, perché si faccia qualcosa. «Mi ha risposto che gli avevano assicurato che tutto era avviato alla sistemazione, l’ho pregato di farsi parte attiva e si è impegnato in tal senso». Guai a dirlo però ai Comuni: in una nota i sindaci parlano di loro impegni quotidiani, di politici in cerca di visibilità, di persone (i terremotati) che si lamentano ma che hanno rifiutato gli aiuti e che non vogliono pagare. Enel ribadisce che l’iniziativa di chiudere le utenze (ridotte al 20%, così se accendi riscaldamento e un fornello salta la luce) è stata condivisa e riconferma la disponibilità a piani di rientro con rateizzazioni concordate.
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