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Meno spaccio nel parco, ora la droga scorre in centro a Modena

di Stefano Totaro
Meno spaccio nel parco, ora la droga scorre in centro a Modena

Modena. La “movida della droga” dietro allo Storchi sta passando di moda. Bande con volti nuovi L’appello: segnalare gli appartamenti sospetti perchè sono rifugi-dormitorio

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MODENA La movida del parco? È un po’ passata di moda perchè ora ora è un mordi e fuggi. Non ci sono più quei notevoli raduni, dalle 18 alle 20, che avevano fatto divenire la zona famosa non solo alle forze dell’ordine ma a tutti i modenesi che passavano nei paraggi del parco, nell’area dietro allo Storchi. Ora , complice il freddo e nuove dinamiche sia logistiche che di spaccio, in quella zona le frequentazioni sono sporadiche e veloci.

POCHI RADUNI I cosiddetti capibanda, quelli che comandano i vari galoppini che vengono inviati n giro, in sella alle bici, lungo il parco e in centro per consegnare la droga, fanno presenza, ma stazionano molto poco. Un qualche passaggio, magari qualche birra al volo e poi abbandonano la zona del parco. Lo stesso comportamento lo tengono anche quelli dell’entourage, i galoppini che costituiscono la rete delle consegne al dettaglio. Qualche passaggio, sul tardi, ma non c’è la tendenza a creare il piccolo capannello, a riunirsi in gruppo. Eppure chi fa le indagini nota che, a livello operativo, nulla è cambiato: a distanza di cinque, dieci minuti il galoppino apparso al parco è dall’altra parte di via Emilia che sta fornendo una dose ad un cliente.

GLI APPARTAMENTI RIFUGIO Cambiano le abitudini, dunque, anche se poi il risultato non cambia: la mancanza però di punti di riferimento, di luoghi con un certo concentramento rendono molto più difficili alle forze dell’ordine i controlli e gli appostamenti anche nei luoghi dove avviene la consegna finale. Consegne sempre più in luoghi a caso. Dunque cosa è cambiato? Gli esperti pensano che ciò sia dovuto a due fattori. Innanzitutto ci sono molti nuovi arrivi. In giro le forze dell’ordine vedono facce nuove, giovani appena entrati nel giro. A Modena circola parecchia droga, il mercato tiene bene e pertanto la manodopera non può mancare. I nuovi galoppini devono essere in qualche modo sistemati, bisogna che abbiano un posto dove dormire, dove stare, per poter lavorare al meglio, almeno all'inizio della loro “carriera”. Ed ecco il secondo fattore: meno gente in strada e più concentrazione di persone all’interno di appartamenti in centro storico o nella prima periferia, comunque a ridosso del centro.

L'APPELLO I “famosi” casolari abbandonati ai margini della città o in campagna, covi di spacciatori e di clandestini, ormai non esistono più o per lo meno chi lavora nel ramo dello spaccio non finisce in quei luoghi. Sono sempre più frequenti invece gli appartamenti rifugio, dove un affitto regolare in cui figura una persona con permesso di soggiorno oppure un italiano rappresenta una porta aperta che viene varcata da numerosi “personaggi” da strada. Galoppini e anche figure intermedie dello spaccio si radunano in questi appartamenti per dormine, le notti sono lunghe, il giorno dopo gli orari sono tutti spostati in avanti e c’è quindi meno tempo per i viali del parco e per le consegne pomeridiane. I contatti sono sempre telefonici, i luoghi dove effettuare la consegna cambiano in continuazione così come gli orari, e le consegne non si fanno più lungo la fascia dei viali o nelle immediate laterali, ma un po’ ovunque.

E le forze dell’ordine fanno fatica a scoprire questi rifugi dormitorio. Solitamente si trovano in vecchi edifici non ristrutturati in centro storico (per fare qualche esempio di zone c’è quella di via San Michele, Cavallerini, oppure Leodoino e dintorni, zona Gallucci o teatro comunale) ma le indagini non sono certo semplici. Per questo gli investigatori lanciano un appello: chi vede segnali, perchè l’aiuto dei cittadini in questi casi diventa fondamentale.

Solo i vicini, solo chi vive in quelle strade o nelle vicinanze posso notare il via vai di gente, possono notare le concentrazioni di persone.

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