Milano, in passerella la moda uomo si distingue il nostro fashion district
Tanti brand scelgono di produrre tra Carpi e Modena: Giorgio Armani con le sue due linee Trussardi ed Ermanno Scervino. Ecco le loro proposte per il prossimo autunno-inverno
MILANO Sfila a Milano la moda uomo per l’autunno - inverno 2016 - 17. Non ci sono brand prettamente modenesi in passerella, come invece avviene per i défilé femminili, ma quattro brand molto importanti hanno implicazioni produttive con il nostro distretto fashion.
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A Palazzo Serbelloni, tra le quattro coppe del mondo vinte dalla nostra Nazionale di calcio, ha sfilato Ermanno Scervino (che disegnerà le divise per gli Azzurri in occasione degli Europei di quest’anno e dei Mondiali del 2018). L’uomo da lui proposto è glamour come un dandy e sportivo come i tessuti , le texture e i materiali soliti dell’abbigliamento ginnico che qui diventano sartoriali. Il fascino rock si coniuga all’ispirazione militare. Righe e dettagli preziosi sono protagonisti sulla maglieria dai volumi ampi con scritte-manifesto: heroes and wild, per un uomo libero e disinvolto. La sera si accende dei bagliori delle migliaia di cristalli che vanno ad illuminare le giacche tuxedo, i completi scuri e la maglieria. Dettagli con jas esaltano un twist dark stemperato dal motivo principe di galles. I pantaloni slim sono in denim spalmato per un effetto pelle bad boy.
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Emporio Armani omaggia David Bowie facendo sfilare i modelli sulle note di “Life on Mars”. Come sempre, una particolare attenzione viene data allo sportswear che sdogana le termonastrature e termosaldature anche per i capi dai tagli più sartoriali (in bouclé e principe di Galles abbinati al denim). Questo “techno tailoring” porta nel presente (e nel futuro) un uomo che non deve per forza sottostare alle forzature delle tendenze, per essere moderno ed indossare “novità”.
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Splendida presentazione quella ideata da Gaia Trussardi per la maison di famiglia. Ai chiostri di Brera è stato organizzato un “Buskers festival” con tanto di musicisti veri, selezionati dalla stilista in persona, che hanno accompagnato la presentazione dei capi ispirati ad altri musicisti veri come Bob Dylan, Mick Jagger, Paul Weller e i Beatles. Cover di grandi successi per una rivisitazione dei tessuti stessi: il tweed e il Principe di Galles assumo quell’aria un po’ fané del velluto a coste, la microstampa da cravatteria viene proposta anche per le camicie, il montone si fonde con il tricot, mentre le impunture impreziosiscono le giacche.
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Chiude questa 5 giorni di sfilate, Giorgio Armani si cala nella parte del Principe Tomasi di Lampedusa con il suo “cambiare tutto per non cambiare nulla” ribadendo il suo forte no alle provocazioni no gender viste da altre griffe. Il suo è un uomo che vuole passare inosservato, che veste di grigio e di blu navy, due colori non appariscenti, che portano alla vera eleganza, celata nella lavorazione di tessuti lussuosi sintetizzati nei codici del suo guardaroba: calzoni ampi e giacche dal fit avvolgente.
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