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Ora Ferrara “tradisce” Modena e i turisti li cerca con la Romagna

Ora Ferrara “tradisce” Modena e i turisti li cerca con la Romagna

Nonostante le pressioni del ministro Franceschini che ha anche unito Galleria Estense e Pinacoteca l’altra città ducale ha stretto un patto con la Riviera per pacchetti che uniscono mare e cultura

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Si sgretola prima ancora di partire l’asse tra Modena e Ferrara nel nome degli Estensi? Notizia che giunge dalla seconda delle due città che sono state capitali del Ducato: se non si cambierà il tentativo del ministro della cultura Dario Franceschini di aumentare i turisti sotto la Ghirlandina e sotto la reggia Estense potrebbe cadere come un castello di carte. E dire che già si sono unificati i musei d'arte statali, resi autonomi con il nome di “Gallerie Estensi”.

Tutto un flop dunque? Il problema sarebbe nella vendita dei pacchetti turistici. Andiamo con ordine. Risulta che il Castello Estense di Ferrara, come ogni anno del resto, verrà venduto nel “pacchetto” con i bagni della Romagna, invogliando i turisti che frequentano nei mesi caldi le spiagge a fare una capatina anche in città per mostre e monumenti. Modena, che dalla capitale del mare Adriatico dista oltre 160 chilometri, sarebbe inesorabilmente tafgliata fuori con tanti saluti alla “rivoluzione” tanto desiderata dai sindaci di Modena Muzzarelli e di Ferrara Tagliani. Si vedrà, anche perché all'orizzonte ci sono sempre le manovre della costruzione dell'area vasta con Modena e Ferrara che dovrebbero giungere a un comune, forse sofferto, matrimonio. Quel che è certo al momento è che Ferrara verrà venduta nella “Area vasta funzionale del turismo con la Romagna anche se invito a non confondere le cose” spiega il vicesindaco della città Massimo Maisto. Nei giorni scorsi a Ferrara si è discusso tanto di questo tema con Matteo Fornasini di Forza Italia che chiede si sia chiarezza su questo tema mentre il Pd Antonio Giannini spiega che occorre definire gli indirizzi in Regione. Ma è il vicesindaco e assessore al turismo e alla cultura Maisto a spiegare con particolari: «Non confondiamo - tenta di rassicurare Modena - perché è vero che c'è la legge regionale 7 sul turismo: è stata presentata nei giorni scorsi a Bologna da Stefano Bonaccini e dall’assessore Corsini. Questa legge prevede che prima le province avevano la delega del turismo, oggi ci sono le aree vaste che hanno ereditato questa competenza e le alleanze nascono in base alle caratteristiche dei territorio. Noi del Comune, d'accordo con gli operatori turistici della città, abbiamo deciso che avremmo continuato a lavorare sui pacchetti turistici con la Romagna. Ciò non vuol dire che snobbiamo Modena, ma non ha senso fare divisioni burocratiche visto che i confini non interessano ai turisti».

Il mare è vicinissimo a Ferrara: «Già - conclude il vicesindaco - e il litorale è fortissimo a livello regionale, inoltre siamo vicini a Ravenna che è città turisticamente molto potente. Inoltre noi abbiamo Comacchio, che fa molti più turisti di Ferrara e abbiamo aperta una storica collaborazione naturalistica con il Veneto per quanto riguarda il Delta del Po' diviso tra le due regioni. Ma confermo che lavoreremo anche sul tema delle città d'arte con Modena e Reggio, basti pensare alle Gallerie Estensi comuni. Inoltre io penso che occorra lavorare anche insieme a Mantova, città diversa dove c'erano i Gonzaga perché nel turismo è atteggiamento miope lavorare solo per singoli pezzi». Ferrara in effetti, sul piano turistico, ha varie possibilità, frutto anche di una programmazione espositiva va avanti in maniera non “amatoriale” da molti anni. Basti pensare alle grandi, e visitate, mostre di organizzate da “Ferrara Arte”.

Che accadrà ora? Difficile intuirlo a oggi, probabilmente Modena chiederà conto in Regione di tutto questo per evitare che, ancora una volta com'è sempre accaduto, ognuno vada in ordine sparso. Ma il cerino, come detto, pare sopratutto nelle mani di Modena, città che finora ha quasi sempre vanificato l'importanza di vere e proprie pepite d'oro turistiche come la Ferrari, Pavarotti, il sito mondiale Unesco di piazza Grande. Sul tema interviene anche la Confesercenti regionale, attraverso il presidente Assohotel Filippo Donati: «Siamo soddisfatti per l'approvazione da parte della giunta regionale del progetto di legge sull'ordinamento turistico regionale, del sistema organizzativo e delle politiche di sostegno alla valorizzazione e commercializzazione turistiche. Ciò avviene dopo un percorso di consultazione».

Stefano Luppi

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