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Trovato in un fossato un altro lupo morto

Trovato in un fossato un altro lupo morto

Savignano. Seconda carcassa in 4 mesi. Preoccupazione per la vicinanza dei branchi agli allevamenti

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SAVIGNANO. I lupi tornano a farsi vedere a Savignano. Dopo le segnalazioni dei mesi scorsi, giovedì scorso la carcassa di un lupo è stata recuperata nella frazione di Garofalo, lungo la strada provinciale 623. La segnalazione è arrivata dagli addetti provinciali alla viabilità che operano nella zona. I resti dell’animale sono stati rimossi dalla sede stradale e sono ora custoditi in una cella frigorifera del magazzino della Provincia a Modena, in attesa di accertamenti. Secondo una prima ricostruzione dei fatti sulle cause che possono avere condotto alla morte dell’animale, il lupo potrebbe essere stato investito proprio lungo l’arteria stradale che collega Savignano a Guiglia. Un analogo episodio che conferma la presenza di lupi a Savignano era accaduto nell’ottobre scorso, quando la carcassa di una femmina era stata trovata in un boschetto di via Mostino, una laterale della provinciale 623. Intanto Francesco Lamandini, presidente dell’Ambito Territoriale di Caccia “Modena 2”, che comprende anche la zona di Savignano, conferma: «Non ci sorprende la presenza di lupi anche a Savignano e in particolare a Garofalo. Siamo infatti a conoscenza di questa situazione e cerchiamo di tenerla costantemente monitorata. Ricordo che la caccia al lupo è assolutamente vietata e, per contrastare i danni che questi animali possono provocare specialmente nei confronti degli allevatori, è consentito utilizzare solo strumenti di difesa passiva, quali recinzioni, sia elettriche sia meccaniche, o cani da guardia. Si tratta peraltro di animali – conclude Lamandini – capaci di percorrere distanze piuttosto considerevoli, quindi gli stessi capi che ad esempio una settimana sono sull’appennino reggiano, la settimana dopo possono venirsi a trovare su quello modenese o bolognese. Sappiamo inoltre che, attualmente, il gruppo di lupi più numeroso ci risulta vivere nel territorio comunale di Polinago».

Marco Pederzoli

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