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Un nuovo dipinto di Garofalo impreziosisce la Galleria Estense

Vittorio Sgarbi, critico d'arte ferrarese che con Modena aveva consuetudine anche prima del malore di dicembre, ha attributo al pittore rinascimentale Garofalo un importante dipinto della Galleria...

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Vittorio Sgarbi, critico d'arte ferrarese che con Modena aveva consuetudine anche prima del malore di dicembre, ha attributo al pittore rinascimentale Garofalo un importante dipinto della Galleria Estense.

L'opera su tavola, raffigurante una Pietà con la Vergine, san Giovanni, la Maddalena, Nicodemo e Giuseppe d'Arimatea, è notevole perché questo artista che si chiamava Benvenuto Tisi (1476/81 - 1559) si lega a doppio filo con le raccolte ducali estensi di Modena e Ferrara.

La Pietà proviene infatti dall'oratorio di santa Croce di San Felice sul Panaro e di lì passa nella collezione del duca Francesco IV d'Austria Este. L'opera è sempre stata considerata minore, tanto che dal 1946 veniva definita realizzata da un allievo di Garofalo, mentre ora Sgarbi ne ha elevato il valore. «Non so se la mortificazione del Garofalo nelle raccolte della Galleria Estense - spiega Sgarbi - dipenda dal modesto interesse per il pittore o dalla consolidata autorevolezza di Rodolfo Pallucchini che si mosse con ingiustificata prudenza. Oltre ogni ragionevole dubbio e al di là dello stato di conservazione della tavola si tratta di un'opera autografa del pittore ferrarese. E' un lavoro a metà tra agitazione delle numerose figure e compostezza». Il pubblico ha la possibilità di vedere l'opera andando all'Estense al Palazzo dei Musei, quel museo che oggi è legatissimo a Ferrara per via di un accordo Ministeriale che, comunque sia, continua a far discutere, soprattutto a Ferrara (vedi articolo a fianco) dove c’è chi ha idee di sviluppo turistico diverse. (s.l.)

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