«Bus, senza cellulari salta il coordinamento»
Il sindacalista Bovienzo (Uil): «Il silenzio imposto da Seta può avere pesanti conseguenze per l’utenza»
È uno strumento vietato ma utile per chi prende i bus. E se Seta può ribadire che non si può usare, non esiste alcuna alternativa. In questo, modo si potrebbero creare pesanti conseguenze per i viaggiatori. Stiamo parlando del radiotelefono su bus e corriere, un apparecchio sicuramente di vecchia tecnologia ma ancora adesso senza sostituto, soprattutto alla luce dell'ultimo richiamo al divieto di utilizzo dei cellulari anche con gli auricolari che erano un sostituto al suo uso. Questa è la polemica del momento scoppiata tra direzione generale dell'azienda trasporti e i sindacati ma il problema di fondo è: come si fa a comunicare con altri colleghi? Spiega Carmine Bovienzo, segretario per la Mobilità trasporti Uil: «In questi giorni l'attenzione si è concentrata sull'uso dei cellulari in servizio, perdendo di vista che il problema è comunicare con stazioni delle corriere e punti di smistamento. Non lo facciamo per noi autisti, ma per chi usa i mezzi. Ma di questo argomento non riusciamo a parlare con i vertici».
Cosa sta succedendo?
«Giovedì c’era attesa per l'incontro con il nuovo direttore generale Roberto Badalotti ma non si è presentato. In compenso è stata ribadita la linea del “niente cellulari in servizio”. Vorrei essere chiaro: quando ci sono state sanzioni ad autisti per uso di cellulari durante la guida (e sono state sporadiche nel corso di anni) noi sindacati non ci siamo mai opposti perché sappiamo che è vietato. L'anomalia è un'altra».
Quale?
«Il radiotelefono. È quello strumento che in gergo si chiama “il baracchino”. Sta sopra il posto di guida. Il radiotelefono è completamente vietato dal Codice della strada perché richiede un avvicinamento tale per poter parlare che si devono staccare la mani dal volante. Ma ero lo strumento che serviva a coordinarci per arrivi e coincidenze. Per questo al suo posto si usava il cellulare con l'auricolare».
E cosa comporta il silenzio radio?
«Le conseguenze possono essere pesanti per i viaggiatori. Io guido il bus come gli altri colleghi e ora ogni volta che viaggio verso una stazione delle corriere rischio di far perdere le coincidenze».
Esistono sicuramente nuove tecnologie più avanzate di uno strumento nato negli anni Settanta.
«Certo. C'è anche il bluethoot. Ma non è preso in considerazione. Ripeto l'obiettivo è: quale che sia lo strumento usato per comunicare tra di noi, dobbiamo pensare alle ripercussione per gli utenti».
È l'unico problema di sicurezza sui bus a Modena?
«Ce ne sono altri. C'è il bloccoporte, ad esempio. Il sistema viene tenuto disattivato salvo il giorno della revisione alla Motorizzazione (si inserisce con un pulsante). Chiediamo: perché c'è l'ordine di non tenerlo inserito? Non è mai stato detto. E poi ci sono situazioni da chiarire. Ad esempio un collega si è trovato a guidare un bus con un volante difettoso. Lo ha segnalato per far mandare il mezzo in riparazione ma si è trovato un bus con un altro difetto. E questo bus veniva da un altro collega che l'aveva segnalato. Questo secondo collega si è trovato col bus col volante rotto. Insomma avevano scambiato i mezzi. Questi esempi che ho fatto danno l'idea di come per Seta esistono problemi di sicurezza più ampi». (c.g.)
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