Gazzetta di Modena

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Flop al corteo musulmano di Vignola: sfilano in meno di cento

di Marco Pederzoli
Flop al corteo musulmano di Vignola: sfilano in meno di cento

Adesione molto bassa alla manifestazione per l’integrazione a la legalità Il sindaco li accoglie: «Le nostre politiche non cambiano, c’è tanta brava gente»

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VIGNOLA. Circa un centinaio di persone hanno partecipato alla manifestazione organizzata da diversi cittadini stranieri e da associazioni islamiche del territorio per condannare i fatti del 5 gennaio - la “finta esecuzione stile Isis” ai danni di cinque minorenni vignolesi messa in scena da un gruppo di cittadini stranieri - e per ribadire l’importanza di valori quali l’integrazione e la legalità. Tutta la manifestazione si è svolta nella massima tranquillità e senza alcun incidente, con il corteo che è partito da via Resistenza e, in silenzio, ha percorso via Bellucci e viale Mazzini, per fermarsi poi nei pressi della giostra di Corso Italia, dove si sono tenuti alcuni interventi.

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Rispetto alle previsioni ci si aspettava una maggiore adesione all’iniziativa, anche in considerazione del fatto che a Vignola il 17,5% della popolazione è costituito da cittadini stranieri. Tuttavia, i numeri sono questi: circa un centinaio di persone, tra cui anche italiani, che hanno manifestato lungo le vie della città. Al loro arrivo in Corso Italia, i manifestanti sono stati calorosamente accolti dal sindaco Mauro Smeraldi, che ha subito abbracciato Fatima, una delle partecipanti al corteo, e poi ha preso la parola.

«Oggi qualcuno mi ha chiesto di non partecipare a questa manifestazione - ha detto - altri mi hanno chiesto perché avessi deciso di farlo. Ebbene, il sindaco di Vignola partecipa per spiegare cosa pensa di questa situazione. Io credo che quanto accaduto il 5 gennaio sia molto grave perché ha generato tensione e paura. Per questo, chi lo ha commesso è indagato per violenza privata e deve essere punito. L’amministrazione comunale, però, conserva le proprie politiche per l’integrazione. A Vignola c’è una comunità straniera che collabora e che lavora insieme per l’integrazione. Ci avvaliamo anche di persone molto brave come Fatima. La Costituzione Italiana, universalmente ritenuta una delle più belle del mondo, ha tra i suoi principi fondamentali la libertà. Questo diritto purtroppo non è riconosciuto in molti paesi da cui provenite, ma siamo orgogliosi di essere italiani e di rispettare questo principio».

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Poi, sempre il primo cittadino ha dato appuntamento a tutti la sera del 9 febbraio, al castello di Vignola, per un incontro sui temi della tolleranza e dell’integrazione a cui prenderanno parte il vescovo di Modena, Don Erio Castellucci, l’assessore regionale alla legalità, Massimo Mezzetti, il presidente dell’associazione Casa della Saggezza, Misericordia e Convivenza, Adil Laamane.

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