Grafica, un ponte verso il futuro
Il concorso Manuzio fa emergere il ricco vivaio di giovani studenti modenesi
Cosa c'è tra il passato e il futuro? La grafica. E ieri in Accademia si è discusso del futuro del settore a Modena. Partiamo però dal passato. Qual è il primo progetto grafico modenese? «Il Duomo - ha spiegato Giorgio Montecchi, docente di Scienze del Libro all'Università di Milano - è un “libro di pietra”. Dal 1099, quando iniziarono i lavori per la costruzione della Cattedrale, a Domenico Rococciòla, considerato il primo tipografo modenese, passarono quattro secoli. In questo settore è tutto cambiato, ma l'importanza della comunicazione grafica è rimasta». Qual è il futuro del settore? È la domanda a cui hanno cercato di rispondere i rappresentanti del mondo del lavoro grafico. Alla tavola rotonda erano presenti: Alberto Monti (consulente e formatore di stampa, vice presidente Taga Italia), Roberto Moreschini (presidente Comunico Italiano), Massimo Pellegrini (presidente Its Fistic) e Maurizio Macciantelli, (docente dell'istituto scolastico Corni, promotore dell’evento). Al convegno “Il futuro della comunicazione grafica a Modena” c’erano studenti, docenti ed esperti del settore. Ma i veri protagonisti della giornata sono stati i giovani, in particolare il vincitore del concorso “I grandi maestri della tipografia: Aldo Manuzio”. Mattia Bioli, neodiplomato al corso grafico del Corni, ha partecipato alla gara nazionale di grafica indetta lo scorso anno per la ricorrenza della morte del primo editore moderno, nel 1515. Il concorso prevedeva che gli studenti realizzassero un progetto grafico, mettendo a confronto il passato col futuro. Lo studente è arrivato terzo. «È la prima volta che partecipo ad un concorso di grafica - ha raccontato Bioli - e ho lavorato da solo sul manifesto. Il nostro compito era dare una rappresentazione dell'unione tra futuro e passato. Ho lavorato con Adobe Illustrator sulla rappresentazione di Aldo Manuzio, rivedendola in chiave moderna». Il risultato è un'immagine composta di due figure che si specchiano, dove la differenza tra il “vecchio” e il nuovo è evidente, ma non in contrasto. Progetti per il futuro? «Studiare da autodidatta fotografia e videomaker - ha risposto il giovane - ma niente università». «Il premio nazionale vinto dallo studente è un importante riconoscimento - ha concluso Alessandra Magnanini, preside del Corni - ma non può essere visto solo come un traguardo. È una spinta per una sfida ulteriore». Martina Stocco
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