«Il Comune si decida a opporsi alla mafia»
SAN FELICE. Nell’ultimo consiglio comunale il capogruppo del Pd, per far respingere la mozione della minoranza, ha detto che il Comune non ha ancora conferito incarichi per costituirsi parte civile...
SAN FELICE. Nell’ultimo consiglio comunale il capogruppo del Pd, per far respingere la mozione della minoranza, ha detto che il Comune non ha ancora conferito incarichi per costituirsi parte civile ad Aemilia. Così il Movimento 5 Stelle chiede una forma di “tutela” da parte della Regione, ovvero di attivarsi perchè il Comune di San Felice si costituisca parte civile. La Regione, scrive la capogruppo Giulia Gibertoni «metta fine all'empasse e metta a disposizione i propri legali per completare l'iter». Perché «su questo tema non sono più tollerabili ambiguità o altri indugi e perché non esistono vicoli ciechi dove non si vuole crearli».
Gibertoni ha presentato alla Giunta un'interrogazione sul tema: «Contrariamente a quanto fatto dalla Regione e da altri Comuni, San Felice non è tra le parti civili nell’ordinanza stilata nell’udienza preliminare del maxi-processo sulle infiltrazioni mafiose che si svolta a Bologna, per quale motivo? Nonostante il Consiglio comunale avesse impegnato l’amministrazione a costituirsi» il sindaco Silvestri, non l’ha mai fatto».
I fatti sono noti e per Gibertoni si tratta di «indugi, esitazioni, mezzi fatti. Eppure sarebbe bastato così poco. Senza contare - aggiunge - che il legale che il Comune aveva detto di avere incaricato, al processo Aemilia assiste uno degli imputati. Anche non volendo entrare nel merito, crediamo di trovarci di fronte a un cortocircuito politico a cui la Regione deve porre rimedio al più presto».
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