Incendio “Mirella”, cresce l’ipotesi del dolo
Pavullo. Nelle travi esterne della pizzeria i carabinieri hanno trovato dei combustibili: gasolio e olio
PAVULLO. L’incendio che verso le 3 di notte del 14 gennaio ha colpito il ristorante “Mirella” di Sant’Antonio potrebbe essere doloso. L’ipotesi si è fatta strada durante gli accertamenti scientifici condotti dai carabinieri: non c’è ancora nulla di ufficiale, ma da quanto hanno potuto riscontrare i testimoni durante i sopralluoghi, sono emersi più elementi in tal senso. Le fiamme, lo si ricorderà, avevano distrutto l’ingresso fermandosi a pochi metri dal bancone in legno solo grazie al rapidissimo intervento dei vigili del fuoco di Pavullo, avvertiti da un vigilante di passaggio. Quale causa inizialmente era stato ipotizzato un cortocircuito nella tv che stava su una mensola proprio dietro la vetrata, ma durante gli esami la tesi si è fatta più debole. In primis perché l’apparecchio era di fabbricazione recente, e poi perché la spina non era affatto bruciata. Ma è soprattutto quanto ritrovato nelle travi del porticato d’ingresso a fare pensare alla mano di qualcuno: pare infatti che siano state ritrovate tracce di gasolio e di olio da macchina bruciato. Elemento quest’ultimo che potrebbe essere stato messo da qualcuno con un duplice intento: innalzare la temperatura di combustione (a tal punto da fare esplodere la porta d’ingresso con vetri anti-sfondamento) e provocare un fumo nero untuoso molto più dannoso per gli interni e difficile da tirare via. Un’intenzionalità ben precisa, insomma. D’altronde, è difficile spiegarsi un incendio del genere per semplice cortocircuito in così poco tempo: il locale era stato chiuso all’1.30 e tutto andava bene, prima delle 3 le fiamme erano già tali da poter essere scorte dalla statale.
«Io non ho avuto mai problemi con nessuno – sottolinea la titolare Mirella Silvestrini alle prese con le pulizie – il rapporto con il personale è da famiglia, i rappresentanti mi portano le paste, non ho alcun debito. Non so se davvero qualcuno ha voluto farmi questo, certo pensarlo mi amareggia molto». E oltre alla ferita c’è un danno da quasi 90mila euro. In ogni caso, la ripartenza è dietro angolo: grazie agli specialisti della ditta di Udine incaricata della bonifica (la Benpower che nel 2011 recuperò anche il vicino caseificio della coop Nuova Frignano di Casa Venturelli) la riapertura è già stata fissata per martedì.
Daniele Montanari
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