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la storia del “super volontario”

Una medaglia d’oro in premio al novantenne Lodovico

Una medaglia d’oro in premio al novantenne Lodovico

Una meritata pensione. Lodovico Franceschelli è stato salutato con una medaglia d’oro per l’impegno dimostrato con l’associazione Vivere Sicuri. Se Ercole Toni è il «pilastro», il novantenne è una...

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Una meritata pensione. Lodovico Franceschelli è stato salutato con una medaglia d’oro per l’impegno dimostrato con l’associazione Vivere Sicuri. Se Ercole Toni è il «pilastro», il novantenne è una pietra angolare. Per ringraziarlo, il gruppo ha organizzato una cena a sorpresa alla polisportiva Mulini Nuovi. «A novant’anni uno si stanca - ha raccontato Lodovico - infatti ho visto che iniziavo a fare fatica e ho preferito andare in pensione». Una parola che, nella sua vita, non sembra mai essere arrivata per davvero. Così non è stata, per esempio, nel passaggio da partigiano ad artigiano. «Sono stato preso dai repubblicani alla fine del 1943 - ha aggiunto l’uomo - e sono andato a Roma. Nel 1944 sono riuscito a tornare a Budrio di Bologna. Quando ho scoperto che mi avrebbero mandato in Germania sono riuscito a scappare e a tornare a casa. Quando è iniziato tutto avevo diciotto anni. Molti amici li ho persi». Un’altra vita lo attendeva al ritorno. Ha saputo far fruttare la passione per il disegno e ha lavorato alla “costruzione” di numerosi spettacoli. «Allora c’erano più soldi», ha ripreso con una punta di malinconia. «Ha lavorato con registi importanti - ha riconosciuto il presidente modenese dell’associazione - come falegname prese parte anche alla realizzazione dello “Sputnik” dove c’era il palazzo dello sport». «Ci siamo conosciuti a Castelfranco», ha ammesso Lodovico. Di conoscenze ne può vantare tante. «Ho conosciuto tutti i sindaci di Modena - ha ripreso l’intervistato - da Muzzarelli fino a Corassori. Con loro sono stato legato da un rapporto di amicizia». Qualcuno con cui aveva un legame più particolare? «Triva». Alla fine degli anni novanta l’ingresso nell’associazione. I bambini della scuola lo chiamano “nonno”. Lui è anche un investigatore quando trova un panetto di 240 grammi di hascisc in un parco. «Ha sempre avuto un occhio vigile», ha ripreso l’amico Ercole. Infine, la decisione di appendere la casacca al chiodo. «Sono contento di quello che ho fatto», ha concluso Lodovico. (g.f.)

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