Concordia va al processo Aemilia
Il Comune si costituirà parte civile. Resta solo S.Felice, che non compare neanche nel rinvio a giudizio
Il Comune di Concordia, un altro di quelli sottilmente rimproverati nella ormai celeberrima ordinanza sulle parti civili al processo Aemilia, corre ai ripari. La scorsa settimana infatti è stato conferito un incarico all’avvocato Valeria de Biase, costituita parte civile all’udienza preliminare per conto del Comune di Finale e della Provincia. Così Concordia, con un ritardo che le ha ad esempio impedito di valutare una prima richiesta di sequestri ai fini del risarcimento, ha posto rimedio al pasticcio, dopo le tante polemiche dei giorni scorsi. Concentrate prevalentemente sul sindaco di San Felice e presidente dell’Area Nord, Alberto Silvestri, che aveva sostenuto il contrario di quanto scrive il giudice, ovvero che la costituzione civile di San Felice c’era già stata. Ora l’avvocato De Biase rappresenta non solo Provincia e Comune di Finale, già costituti, ma anche il Comune di Concordia e l’Unione Area Nord, che le hanno conferito un nuovo mandato e che quindi si costituiranno a quel che resta del processo, al dibattimento del 23 marzo a Reggio. Sempre che non ci siano nuove sorprese, visti certi disinteressi a celebrare in Emilia il secondo round del procedimento.
Resta dunque in sospeso il Comune di San Felice, se è vero quanto dichiarato dal capogruppo Pd in consiglio comunale il 14 gennaio, ovvero che non c’erano revoche di incarichi legali da fare (in risposta alla mozione della lista civica San Felice in Movimento) perchè un incarico non era ancora stato conferito. Il sindaco Silvestri, nell’ultimo consiglio dell’ Unione Area Nord del 15 gennaio, per rintuzzare la richiesta di dimettersi anche da presidente dell’Unione ha però tentato ancora di sostenere che il Comune potrebbe essere già costituito, e si è in attesa di una risposta in tal senso dal Tribunale di Bologna.
Ma la risposta viene ancora dai nuovi atti ufficiali del processo Aemilia. Nell’ordinanza di 137 pagine che dispone il rinvio a giudizio di 149 persone sulle circa 240 che erano state imputate nell’udienza preliminare, alle pagine 134 e 135 il giudice rinnova l’elenco delle parti civili costituite (32, in quanto alcune erano state escluse, anche per lievi ritardi...). L’ordinanza è datata 21 dicembre, ben oltre la data del 4 novembre (ordinanza di ammissione della parti civili), ben oltre le prime polemiche dei giorni successivi (incluso il famoso comunicato di Silvestri dell’11 novembre), ben oltre la richiesta al giudice di cui parla il sindaco di ammettere o chiarire se San Felice è parte civile già costituita. Ben prima (circa 25 giorni) del Consiglio dell’Unione, in cui il sindaco ha detto di essere ancora in attesa di risposta.
Allo stato attuale della logica, degli atti e del diritto di procedura penale, poichè il 23 marzo si avvicina, solo per San Felice non resta che attendere l’eventuale formalizzazione - e comunicazione - di una effettiva costituzione per il dibattimento. (ase)
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