Scuola, non cala l’uso della mensa
Su 175 giorni è utilizzata 108 volte. Agevolazioni per famiglie povere
Dei 7.300 alunni che frequentano le scuole primarie sono 6.400 quelli iscritti al tempo pieno che possono avvalersi della mensa scolastica: un servizio a domanda individuale attivato attraverso la prenotazione effettuata la mattina stessa in cui l’alunno desidera fermarsi a pranzo. Rispetto a dieci anni fa, prima quindi che iniziasse la crisi economica, il numero degli alunni che usufruisce del servizio non è diminuito. Ciononostante, la giunta sta valutando di aumentare le agevolazioni a favore delle famiglie più disagiate.
Lo ha detto l’assessore Gianpietro Cavazza rispondendo in Consiglio comunale all’interrogazione del consigliere Francesco Rocco di Futuro a Sinistra che aveva chiesto «quanti sono i bambini che nelle nostre scuole non restano in mensa a mangiare con i loro compagni solo per motivi di carattere economico?»
In realtà, nello scorso anno scolastico, gli alunni iscritti al servizio ne hanno usufruito il 63,7% delle giornate con rientro pomeridiano. Il dato è sostanzialmente uguale a quello prima della crisi, anzi leggermente aumentato: su circa 175 giorni di funzionamento delle scuole, gli alunni hanno utilizzato il servizio circa 108 volte nell’ultimo anno scolastico e 100 volte nell’anno scolastico 2005/2006.
«Difficile anche dire – ha aggiunto l’assessore – che gli alunni che non pranzano a scuola lo fanno solo per ragioni economiche. Tanti sono i fattori: scelte logistiche, orari di lavoro dei genitori, scelte alimentari della famiglia, assenze per malattie, gradibilità del menù». Per quanto riguarda le difficoltà economiche, l’amministrazione prevede un’agevolazione del 50 per cento del costo del pasto che complessivamente è pari a 5 euro, per le famiglie il cui valore Isee è inferiore al 4.700 euro. Della tariffa agevolata hanno beneficiato negli ultimi anni tra l’8 e il 10 per cento delle famiglie.
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