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Anziano morto: ipotesi omicidio colposo

Anziano morto: ipotesi omicidio colposo

Intanto emergono i gravi pericoli per pedoni e ciclisti che attraversano improvvisamente dai margini del parco sui viali

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Omicidio colposo: è l’ipotesi di reato per il guidatore 50enne reggiano della Yaris grigia che domenica sera ha travolto e ucciso un pensionato in viale Fabrizi, al lato del Parco. La vittima, Pietro Silingardi, 77 anni, è stata identificata dai parenti ieri all’Istituto di Medicina legale di via del Pozzo. Il magistrato non ha ancora disposto se procederà con accertamenti autoptici e di che tipo. Per questo motivo il funerale sarà fissato solo nei prossimi giorni.

Restano però aperte due questioni intorno a questa tragedia, il primo incidente mortale per un pedone a Modena dall’inizio dell’anno. Il primo aspetto irrisolto riguarda la dinamica dell’incidente. Il secondo, la pericolosità degli sbocchi dal parco sui viali di scorrimento.

LA DINAMICA. La scena finale dell’incidente è stata fissata dall’Infortunistica della municipale all’altezza del civico 5 di viale Fabrizi, ovvero a un cancello di fronte al retro del Teatro Storchi. Secondo un’ipotesi verosimile, domenica alle 19 Silingardi stava tornano dal centro storico verso casa sua, in via Monte Sabotino 69, dato che cenava metodicamente alle 19.30. Perciò avrebbe attraversato viale Fabrizi all’altezza del teatro per andare verso largo Garibaldi oppure via Castelli. L’auto lo avrebbe trascinato per circa 20 metri lasciandolo all’altezza del civico 5: quindi, si trovava in prossimità del passaggio con strisce e semaforo. Ma quanto vicino? E poi: era fermo o attraversava? Per ora non si sa e la municipale non dà alcuna informazione in merito. Unico aspetto certo: quel punto è poco illuminato.

Appena la Yaris lo ha investito, il suo corpo ha impattato contro il parabrezza mandandolo a pezzi, ma la corsa è proseguita per una ventina di metri, come detto: quindi il conducente non si è immediatamente reso conto dell’accaduto. Si può ipotizzare che Silingardi sia sbucato dalle siepi? Non c’entra invece nulla il tasso alcolico del conducente 50enne: sottoposto all’alcoltest, è risultato negativo, anche se gli esami in ospedale saranno resi noti sono nei prossimi giorni. Quindi resta solo l’ “effetto sorpresa”: l’anziano avrebbe colto del tutto impreparato il guidatore. Come è stato possibile, non si sa.

I PERICOLI. Anche se saranno solo gli accertamenti della municipale a fornire una ricostruzione plausibile di questa tragedia che ha portato alla morte di un ex ingegnere conosciuto in città (ha insegnato per molti anni all’Iti Corni), e anche se non si sono mai verificati incidenti gravissimi negli ultimi tempi, chiunque guidi intorno al Parco lungo viale Fabrizi, viale Martiri della Libertà, viale Muratori e viale delle Rimembranze sa quanto sono pericolosi i pertugi tra le siepi che vengono utilizzati come passaggi improvvisati da alcuni pedoni. Soprattutto in viale Muratori capita di notare gente che sbuca dai piccoli passaggi tra i cespugli e attraversa in fretta e furia la strada rischiando di finire sotto le ruote di un’auto. Anche in viale Martiri, soprattutto all’altezza del primo tratto tra largo Bologna e via Gallucci questi piccoli passaggi permettono di attraversare senza fatica ma a rischio della vita, perché per chi transita i pedoni non sono visibili. Anche se non è magari questa la circostanza che ha portato alla morte Silingardi, il problema resta sospeso, soprattutto se si considera che non tutti i pedoni e ciclisti agiscono in modo razionale e prevedibile.

Carlo Gregori

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