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Botte in tribuna a Fiorano, lucchetti agli stadi

di Francesco Dondi
Botte in tribuna a Fiorano, lucchetti agli stadi

Dopo la partita di calcio giovanile Fiorano-Solierese la Figc prepara misure drastiche per azzerare la violenza tra genitori

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FIORANO. Fiorano e Solierese sono due società calcistiche modello. Da anni lavorano con saggezza e capacità sui settori giovanili come dimostrano il numero di iscritti, ma soprattutto i risultati raggiunti con le varie categorie. Hanno due presidenti stimati da tutto il panorama calcistico come Michele Iacaruso e Angelo Neri, che già ieri mattina, dopo la partita sospesa per botte tra genitori, hanno dato ampio mandato alla Federazione Italiana Giuoco Calcio di procedere nel modo che ritiene più idoneo, anche imponendo gare a porte chiuse per mandare un messaggio chiaro ed educativo contro la violenza sugli spalti.

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Ma quanto avvenuto domenica mattina allo stadio Ferrari di Fiorano, dove si stava disputando una partita di Allievi Interprovinciali tra Fiorano e Solierese, è soltanto l’apice di una situazione incandescente che si vive nei campetti di periferia dove genitori assatanati riversano contro arbitri e avversari una cattiveria verbale ingiustificabile. Le 37 aggressioni ai direttori di gara nella sola Emilia Romagna ne sono la riprova, ma i battibecchi continui tra improbabili tifosi-parenti hanno raggiunto vette inimmaginabili. In questo caso si parla di calcio, ma non sono esenti altri sport di squadra che si giocano nei palazzetti. E più le partite tra ragazzini sono belle e spettacolari, più la tensione sugli spalti sale.

LA RISSA Ma riavvolgiamo un attimo il nastro e torniamo ai minuti finali di domenica. Le squadre sono sul 2-2 a pochi minuti dalla fine di una partita equilibrata e ben giocata dove anche l’arbitro dirige senza errori. In tribuna si battibecca fino a quando tre-quattro persone - parenti dei ragazzini in campo - arrivano alle mani. Volano alcuni spintoni mentre gli altri spettori si prodigano a sedare la rissa. Inevitabilmente i giovani calciatori (nati tra il 1999 ed il 2000) smettono di scambiarsi la palla e si accalcano contro la recinzione mentre gli allenatori e i dirigenti accompagnatori li raggiungono e li riaccompagnano negli spogliatoi. Lì avviene un confronto molto franco con l’arbitro: meglio finire in anticipo la partita, poco importa del risultato.

IL GIUDICE SPORTIVO Ora la scelta spetterà al giudice sportivo, che dovrà analizzare il referto di gara, ma la sua decisione potrebbe davvero diventare un episodio che farà scuola. I due club, infatti, sono stati i primi a chiedere di dare un esempio, capendo che non ci sono più margini per il buonismo. E allora l’ipotesi più probabile è una “stangata” che colpisca in modo prioritario i genitori, lasciandoli fuori dallo stadio per alcune partite. Gare a porte chiuse, quindi per provare a sensibilizzare le centinaia di genitori che frequentano i campetti di calcio modenesi.

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