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Consigliere straniero per l’integrazione? «Idea che si può fare»

Consigliere straniero per l’integrazione? «Idea che si può fare»

Vignola. Il sindaco raccoglie la proposta degli islamici «Ne parlerò in giunta». Clò (Pd): «Rispettare le regole civili»

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VIGNOLA. E se presto a Vignola ci fosse un consigliere comunale in più, con il compito di fare da tramite tra ciò che viene deciso dall’amministrazione comunale e la nutrita comunità straniera, in particolare marocchina? Non è solo un’idea, perché ci si sta già pensando. Dopo la manifestazione di sabato scorso organizzata da diversi cittadini stranieri, sia per prendere le distanze dal fatto della vigilia dell’Epifania (l’ormai nota finta esecuzione stile Isis), sia per promuovere l’integrazione, il loro appello sembra non essere caduto nel vuoto.

Il sindaco Mauro Smeraldi, che tra l’altro sabato è intervenuto alla manifestazione, ora sta prendendo in esame le varie proposte che sono state avanzate. E tra queste, quelle che salta più all’occhio è appunto relativa ad istituire un consigliere comunale in più, senza diritto di voto, che faccia da tramite tra la “stanza dei bottoni” e la comunità straniera, in particolare quella islamica marocchina, di gran lunga la più numerosa a Vignola.

«Devo ancora leggere nel dettagli le proposte che sono state fatte all’amministrazione - ha ammesso il sindaco - ma senz’altro di questo consigliere se ne può parlare. Sicuramente metterò il tema all’ordine del giorno in una delle prossime giunte comunali».

Pure il Pd, con il segretario di Vignola, Federico Clò, e altri suoi rappresentanti, era presente alla manifestazione di sabato. E ieri Clò ha detto: «Chiuso il capitolo cortei e manifestazioni, pensiamo sia necessario promuovere azioni concrete per favorire un processo di integrazione nella comunità vignolese che sia vero nei fatti e non solo nelle parole. Per il Partito Democratico l'integrazione si basa sul rispetto delle regole condivise. Riteniamo fondamentale aprire un dibattito con tutte le componenti della comunità, a partire da scuole, insegnanti e studenti, dai centri di formazione, dal volontariato e dallo sport, dal mondo delle imprese, dell'associazionismo economico e dalla rappresentanza sindacale. Fondamentale, poi, avviare, lungo queste direttrici, un confronto attivo con la comunità straniera. Accoglienza, infatti, significa fare in modo che i cittadini stranieri vengano aiutati ad avvicinarsi alla cultura e alle tradizioni italiane, senza tuttavia perdere le caratteristiche e le peculiarità dei paesi d’origine. La nostra proposta è quella di scrivere assieme una “Carta dell’accoglienza”, regole e buone pratiche che favoriscano l’integrazione». Parole condivisibili in gran parte, queste, anche per il sindaco Smeraldi, che però aggiunge: “Bisognerebbe ricordare a Clò che questo tema è conferito all’Unione”. (m.ped.)

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