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Fondazione Fotografia: M5S candida la Reverberi

Fondazione Fotografia: M5S candida la Reverberi

Prima al Fotomuseo Panini, se ne era andata con un procedimento di lavoro: «Vorrei portare la mia competenza nel Cda per rivitalizzare mostre e museo»

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A capo di Fondazione Fotografia il Movimento 5 Stelle propone una giovane studiosa, la 37enne Chiara Reverberi, che ha già lavorato sei anni nel Fotomuseo Panini poi confluito nell'ente di Fondazione Modena e Comune. Nome competente, dunque, ma che concluse in modo burrascoso la sua attività nell'ente modenese, tanto che ci furono minacce di una causa di lavoro. La causa alla fine non ci fu e si giunse a un accordo stragiudiziale. Se davvero l'ex sindaco Giuliano Barbolini diverrà presidente di Fondazione Fotografia e Civica unificate potrebbe avere tra i consiglieri anche un’esperta, oggi referente per l'Archivio storico di una delle più note aziende del mondo.

Chiara, com'è andata nel 2012?

«Non feci una causa di lavoro, ma mi proposero di lavorare a partita Iva in una biblioteca civica e io dissi no, avendo tra l'altro due figli. Mi rivolsi a un avvocato del lavoro e quindi chiudemmo la vicenda con un accordo».

Perché si candida?

«Non sono una attivista del M5S, ma loro in maniera democratica danno la possibilità a chi ha competenze in qualche settore di proporsi. A Modena, negli altri partiti dove vincono sempre le stesse lobby, e nella cultura ne so qualcosa, ed è una situazione unica. Ma una cosa deve essere chiara».

Dica.

«Nel caso diventassi consigliere non cercherei di vendicarmi per la situazione che le ho detto. Ora ho un lavoro molto stimolante e nel Cda spenderei le mie energie, gratis come gli altri membri. Il Consiglio di oggi mi pare soprattutto un club per rapporti personalistici».

Cosa pensa della situazione di Fondazione Foto?

«Non sono d'accordo su quanto sta compiendo l'attuale direttore Filippo Maggia, soprattutto perché ha messo in un angolo la sezione del Fotomuseo che certo era stato in un primo tempo nobilitato dall'ingresso in Fondazione. E poi ripropone sempre gli stessi autori e le stesse mostre, con eborso di centinaia di migliaia di euro l'anno per rassegne dal poco pubblico. Se non c'è un Cda di competenti non si potrà mai discutere di questi temi e a rimetterci è la città».

Lei che farebbe?

«Proporrei una consulente come Silvia Berselli che ci possa dire se economicamente le opere acquistate hanno un valore oppure no».

Stefano Luppi

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