Il Cimone ha riconquistato quota ottomila
È stato un weekend da incorniciare per le stazioni sciistiche grazie all’apertura di tutte le piste
SESTOLA. È stato un weekend da incorniciare sulle piste del Cimone, dove si sono raccolti i frutti di dieci giorni di lavoro ininterrotto, tra innevamento artificiale e battitura piste. Il risultato è stato un afflusso di 8mila persone che rappresenta il miglior risultato della stagione, al di là del ponte dell'Immacolata. Ovviamente il principale effetto calamita è stato il sole, unito a temperature più miti, ma ha avuto il suo peso anche l'ottimizzazione dei raccordi e l'apertura di nuove piste. A Passo del Lupo infatti sono entrate in funzione la Direttissima Paletta, il Colombaccio e il Catinaccio, oltre all'intera Beccadella, mentre a Pian del Falco è stato riattivato il campo scuola e al Cimoncino la pista delle Pernici.
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«La sciabilità era ottima – osserva Paolo Magnani, amministratore delegato del Consorzio – e questo lo dobbiamo al lavoro eccezionale fatto da tutto lo staff. Abbiamo avuto dodici pullman a Passo del Lupo, di cui cinque dalla Romagna, a conferma di come il gemellaggio con la Riviera avviato anni fa in partnership con la Regione continui a dare i suoi frutti. Ma c'erano ovviamente anche i toscani, che preferiscono le Polle al più comodo Abetone. E tanti, tanti modenesi che prima andavano sulle Alpi». Aspetto non trascurabile, nel weekend con più gente non si è verificato neanche un incidente di rilievo. Solo ieri verso le 16 si è registrata alle Polle la caduta di un 65enne di Livorno che ha condotto i carabinieri soccorritori e il personale sanitario della Fisps a disporre il trasporto a Baggiovara per scopo precauzionale. «La sicurezza in pista è sempre stata una priorità – sottolinea Magnani – ci abbiamo investito molto e continueremo a farlo, migliorandoci sempre». Ma non si sarebbe ritrovato il sorriso senza il maxi impianto di innevamento che ha permesso di fare lo scatto anche in assenza di precipitazioni: «Il progetto partito anni fa su impulso di Luigi Quattrini continua ad essere determinante – chiosa – senza cannoni non si superava la crisi. Ma è stata importante anche la cura del manto erboso delle piste in estate, che ha garantito presa e tenuta della neve artificiale».
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