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Poletti: «Controlli contro lo sfruttamento»

Poletti: «Controlli contro lo sfruttamento»

Il ministro del lavoro è intervenuto solo telefonicamente al convegno dell’ateneo sul Jobs Act

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Motivi di salute non hanno consentito al ministro del lavoro Giuliano Poletti di partecipare al convegno organizzato dall’ateneo ieri a Modena (presso il Complesso San Geminiano) sui temi del Jobs Act. Motivi di salute che non hanno comunque impedito al ministro di partecipare in diretta telefonica, con un intervento di circa 25 minuti, e di essere presente nel pomeriggio a un evento simile organizzato a Ravenna dal sindacato Felsa Cisl Emilia Romagna.

«Si devono migliorare i controlli e la nostra lotta deve essere radicale contro tutti i fenomeni di sfruttamento dei lavoratori - ha detto Poletti via telefono alle oltre 200 persone presenti al convegno - Troppo spesso vengono posti in atto da imprese fenomeni illegali che mettono a rischio la salute dei lavoratori, sottoposti a condizioni di lavoro ingiuste, sottopagate e pericolose. Serve una cultura positiva d'impresa che alle giuste tutele per chi lavora aiuti anche le imprese a trovare la quadra per essere efficaci ed efficienti nel mercato senza calpestare i diritti».

«Per fare ripartire l'economia e i consumi - ha aggiunto ancora il ministro - non ci si può basare solo sull'export, ma occorre un reddito spendibile. Bisogna cambiare modo di pensare a tutti i livelli e noi chiediamo che ogni cittadino si faccia parte attiva nel contribuire a raggiungere questi obiettivi. Occorrono norme stabili per il mercato del lavoro. Io non sono favorevole alle leggi che cambiano ogni sei mesi e penso che iniziative come questa, che aiutano a comprendere la norma e le sue finalità siano positive. Una volta scritta la norma il lavoro non è finito, ma bisogna guardare concretamente e rapidamente i suoi effetti».

Il docente Giuseppe Pellacani, presidente del Ceslar che ha dato vita al convegno, è entrato nel merito della riforma del lavoro: «Il diritto del lavoro - ha detto Pellacani - è stato riscritto per ben due volte in tre anni, ovviamente creando opportunità, ma ponendo anche problemi al mondo dell'impresa e del lavoro. La riforma del contratto a tempo determinato è stata particolarmente importante e ha garantito un percorso di assunzione apprezzato dalle aziende. Il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti unitamente agli incentivi previsti per le nuove assunzioni ha prodotto sicuramente una relativa stabilizzazione dei rapporti di lavoro».

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