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Rita Borsellino e Schena: «Scritte di inaudita gravità»

Rita Borsellino e Schena: «Scritte di inaudita gravità»

«Scritte di inaudita gravità», «gesti vigliacchi e incivili» che «feriscono e vilipendono quelle che sono memoria ed eredità di chiunque abbia a cuore le sorti della nostra democrazia». È una...

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«Scritte di inaudita gravità», «gesti vigliacchi e incivili» che «feriscono e vilipendono quelle che sono memoria ed eredità di chiunque abbia a cuore le sorti della nostra democrazia». È una durissima presa di posizione quella di Rita Borsellino e Giuseppe Schena che in un comunicato congiunto condannano le scritte della vergogna che nel piazzale della Meridiana hanno sfregiato i due murales dedicati ai magistrati Paolo Borsellino e Giovanni Falcone e agli uomini protagonisti nella lotta alla mafia. Il caso era stato sollevato dalla Gazzetta una settimana fa: da una parte le scritte con pennarello nero “No, è morto” sotto “Paolo Vive” che campeggia sul murales tricolore che commemora la strage di via d’Amelio, dall’altra la firma dei writers che ricoprono quasi completamente la frase emblema della lotta alla mafia di Borsellino, “se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”. E poi la scritta “allora io vi uccido” sotto la targa “l’indifferenza uccide ogni giorno” sul murales dell’unione tra Carpi e Locri nella lotta alla mafia che riporta uomini simbolo dell’impegno civile: «Stigmatizziamo quelle scritte di inaudita gravità perché vanno a sfregiare la memoria di alcuni uomini che rappresentano uno tra i più importanti simboli di impegno civile del nostro recente passato», scrivono Rita Borsellino e Giuseppe Schena, rispettivamente presidenti del Centro studi, documentazione e ricerca “Paolo Borsellino” e della Fondazione Cr che proprio lo scorso novembre hanno siglato un accordo che prevede Carpi come prima sede (fuori dalla Sicilia) del Centro. «Poco importa che dietro gesti così incivili si celi l’intento di lanciare un segnale intimidatorio o che si tratti invece di un gesto scriteriato di qualche sprovveduto inconsapevole della valenza dei dipinti che ha deturpato», avvertono i due presidenti. Anche i deputati Pd della zona Terre d'Argine, Davide Baruffi, Manuela Ghizzoni ed Edoardo Patriarca e il senatore Pd Stefano Vaccari, componente della Commissione Antimafia, hanno stigmatizzato le scritte: «Un gesto da condannare con fermezza e sdegno. Non minimizziamo».

Poi l'assessore alla Legalità della Regione Massimo Mezzetti: «Sconforta che il ricordo di uomini per noi così importanti come Falcone e Borsellino sia stato sfregiato». Anche la giunta condanna gli atti vandalici. «La nostra città è da tempo impegnata sulle tematiche della lotta alla criminalità organizzata e della legalità - spiega il sindaco - Cancelleremo al più presto queste scritte; la nostra comunità deve reagire prontamente».

Gaetano Cervone

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