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Modena

Una classe del Venturi “scopre” il carcere

La classe è la 5° G, l'istituto il Liceo Artistico A. Venturi, la professoressa Simona Setti sono stati artefici di una significativa iniziativa che ha portato la scuola ad incontrare il carcere....

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La classe è la 5° G, l'istituto il Liceo Artistico A. Venturi, la professoressa Simona Setti sono stati artefici di una significativa iniziativa che ha portato la scuola ad incontrare il carcere. Tranquilli giorni di scuola, in aula si respirava già l'aria delle imminenti vacanze natalizie, ma con una novità: la classe è stata protagonista di un ciclo di incontri riguardanti la realtà carceraria, argomento che ha suscitato particolare interesse. Il carcere, quando non incute rabbia e paura, suscita curiosità e così è proprio grazie a questo stimolo che poco alla volta prende corpo una interessante conversazione sul tema dell'umanizzazione della pena. La docente, avvalendosi della collaborazione di una sua ex studentessa che da anni opera come volontaria del gruppo carcere-città all'interno degli istituti penitenziari modenesi, ha proposto ai suoi studenti temi sensibili quali l'esclusione sociale, il senso della pena, gli obiettivi attesi, la promozione delle misure alternative e le figure professionali operanti all'interno degli istituti. Lo scopo del progetto "La scuola incontra il carcere" non è quello di affrontare la questione del carcere, in astratto tema forse troppo lontano dal mondo spensierato degli adolescenti, ma quello di ricordare ai giovani che il carcere è vissuto da persone: detenuti e operatori. I ragazzi hanno partecipato con entusiasmo e interesse e al termine dell'attività hanno deciso di donare una somma destinata all'acquisto di beni per i detenuti e di regalare dei panettoni per far sentire la loro vicinanza in un periodo dell'anno in cui la solitudine portata dalla reclusione è certamente ancora più dura da sopportare.

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