Case ad affitti concordati: cambiano le graduatorie
Modifiche al regolamento per includere sfrattati, giovani conviventi e anziani È polemica sui “residenti storici” che si vedono dimezzare il punteggio
Sono stati modificati e integrati i criteri per l’assegnazione degli alloggi a canone concordato ai cittadini sassolesi che non possono pagare un regolare affitto alle cifre di mercato. Si tratta degli alloggi della cosiddetta “Agenzia casa”, non edilizia residenziale pubblica, ma appartamenti che il Comune ottiene in concessione tramite accordo con i proprietari, garantendo il regolare pagamento di un canone di affitto appunto, concordato e che assegna in concessione amministrativa.
La materia in futuro passerà interamente all’Unione dei Comuni nell’ambito dei servizi sociali che già sono di sua competenza, ma nel frattempo resta di pertinenza comunale e il municipio ha quindi integrato i criteri stabiliti ai fini della formazione della graduatoria, inserendo alcuni casi specifici: «Le situazioni di emergenza abitativa - spiega l’amministrazione - possono essere determinate anche da condizioni di natura non esclusivamente economica e quindi, per consentire il miglior incontro fra domanda e offerta, inseriamo anche criteri più circostanziati».
Per esempio, ci può essere lo sfratto esecutivi non necessariamente connesso a situazioni di morosità, ma dovuto al diritto e intenzione del proprietario di rientrare in possesso dell’alloggio. Lo sfratto attestato dal tribunale o una lettera del proprietario che manifesta l’intenzione di non rinnovare il contratto di locazione stabiliscono la condizione di sfratto inserita nella graduatoria; altro criterio è quello dell’inagibilità dell’abitazione, che può avvenire per “ragioni terze” di qualunque tipo e che, una volta certificata da soggetto competente che ne attesta l’impossibilità d’uso, diventa criterio per la formazione della graduatoria.
Altri criteri sono ovviamente il reddito Isee sotto una certa soglia, la presenza nel nucleo di figli, la composizione del nucleo di soli anziani oltre 70 anni; accesso garantito, questo è argomento di attualità nell'ambito delle “coppie di fatto”, anche per conviventi da almeno due anni (ma di età inferiore a 35 anni). L’accesso agli alloggi inoltre risulta vantaggioso per i “residenti storici”: ogni anno di residenza vale un punto.
Non è però quanto avrebbe voluto la giunta precedente, che aveva elaborato un regolamento sulla residenzialità storica non solo per le case ma per ogni tipo di aiuto: «Essere residenti ininterrottamente da almeno 5 anni o da almeno 10 anni nel Comune - protesta Camilla Nizzoli, dei Sassolesi, in seguito alla pubblicazione dei cambiamenti alle graduatorie sugli alloggi - dava diritto, in caso di bisogno, rispettivamente a due punti o quattro punti in più in graduatoria. Più punti, fino ad un massimo di dieci, sarebbero stati riconosciuti a chi risiedeva a Sassuolo da almeno 25 anni. Una lunga elaborazione da parte del consiglio comunale è stata alla fine stroncata dall’assessore Vivi con la motivazione che non le piaceva, sufficiente a far carta straccia di quanto deciso dall’organo istituzionale più importante della città». (g.b.)
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