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Castelfrigo, sciopero a oltranza

di Gabriele Farina
Castelfrigo, sciopero a oltranza

Castelnuovo. Oggi tavolo col Prefetto. Già marciti circa 200mila euro di carne

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CASTELNUOVO. «Sciopero a oltranza, il prefetto ci aiuti». In via Allende non cessa il presidio davanti alla sede di Castelfrigo. L’azienda, specializzata nel trattamento di carni suine, ha visto incrociare le braccia dei lavoratori di due cooperative. Si tratta dell’Ilia e della Work Service, che operano in appalto.

«Siamo stati convocati da Michele Di Bari oggi a mezzogiorno - ha spiegato Giulia Grandi, segretario generale territoriale della Filt-Cgil - assieme alla Flai-Cgil e alle aziende coinvolte». La Federazione italiana lavoratori trasporti e la Federazione lavoratori agroindustria sono le due sigle presenti dall’inizio dello sciopero, domenica notte. Alla prima fanno riferimento i 150 lavoratori in appalto, alla seconda i 94 diretti.

«Al prefetto chiederemo che i lavoratori che svolgono attività di coltello, cioè riconducibili a un contratto agroalimentare e non del facchinaggio, vedano l’applicazione della legge», ha spiegato Grandi.

Cosa cambia per le tutele? «Dal punto di vista teorico cambierebbe poco con l’applicazione dei contratti integrali - ha risposto Umberto Franciosi, segretario regionale Flai Emilia Romagna - ma il problema che i soci lavoratori hanno un contratto “smontato”. Non vengono loro riconosciuti istituti contrattuali, compresi l’anticipo, l’integrazione delle malattie e l’infortunio. Spesso vediamo buste paga con una parte di ore dichiarate, ma il resto manca».

Tradotto in euro? «Per un lavoratore dell’impresa committente il costo del lavoro medio è di 22-23 euro all’ora - ha aggiunto l’intervistato - mentre per le cooperative è anche di 11-12 euro. Eppure, fanno le stesse mansioni. Va così un po’ovunque, è un moderno caporalato». La Cgil ha denunciato l’ingresso di persone da altre aziende durante lo sciopero. «È una violazione di una legge - ha assicurato Grandi - ci muoveremo per vie legali».Cosa può fare Michele Di Bari? «Il prefetto dovrebbe riuscire a fare quello che ha sempre rifiutato Castelfrigo ovvero sedersi a un tavolo per trovare una soluzione». «Aspettiamo i risultati dall’ispettorato del lavoro - ha concluso Franciosi - e dalla politica. Hanno allentato le morse della somministrazione irregolare di manodopera. Andare a provare il reato non è semplice: servono giorni d’inchiesta e dopo due anni cade tutto in prescrizione».

Nel frattempo diversi camion carichi di carne, in attesa di essere lavorati, sono marciti, per un danno alla Castelfrigo di circa 200mila euro. L’azienda castelnovese per il momento non rilascia dichiarazioni ufficiali.

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