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Fanno esplodere il bancomat delle Poste a Savignano

di Giovanni Balugani
Fanno esplodere il bancomat delle Poste a Savignano

Savignano. Alle 2 di notte un boato terribile e i banditi se ne vanno con un bottino di diecimila euro. Indagini dei carabinieri

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SAVIGNANO. C’è chi dice che fossero le 2 della notte tra lunedì e martedì, chi appena prima: fatto sta che quel boato che ha infranto il silenzio di Savignano, in molti se lo ricorderanno a lungo.

IL BOATO «Pensavo fosse esplosa la bombola a metano della mia automobile», dice una signora. E, invece, quel fragore assordante, che tutti hanno udito, altro non era che il bancomat delle Poste di largo Braglia a Savignano che si frantumava in mille pezzi. I banditi sono stati veloci e precisi, dosando con minuzia l’esplosivo e riuscendo a sradicare lo sportello automatico e, soprattutto, il suo contenuto in contante: diecimila euro, un bottino con cui si sono dati alla fuga, facendo perdere le proprie tracce.

Le Poste di largo Braglia sono in una posizione alquanto isolata rispetto alle principali strade di Savignano, ovvero riparate da una serie di villette su un lato e da un parco e dal campo da calcio su quello opposto. I malviventi hanno potuto agire relativamente indisturbati e preparare l’esplosivo con attenzione. Poi il boato. Proprio il fortissimo rumore ha messo in allarme i residenti e alcuni hanno telefonato ai carabinieri. Solo la luce del sole ha potuto dare un’idea del colpo: il bancomat era sbriciolato, così come il controsoffito del portico d’ingresso dell’ufficio postale. Ma quei danni erano stati previsti in maniera chirurgica dai ladri, che sono riusciti a lasciare intatto ciò che più loro interessava, il contenuto in denaro.

I DANNI Le tracce dell’esplosivo sono state raccolte dagli uomini dell’Arma e verranno analizzate per capire che cosa sia stato utilizzato per far saltare il bancomat; probabilmente si è tratto di polvere pirica, ma solo gli strumenti di laboratorio potranno confermare le ipotesi iniziali o dare nuovi indizi. I militari, poi, visioneranno i filmati della videosorveglianza per riuscire ad estrapolare qualche indizio.

Sgomento tra i residenti della zona: «Io abito a cinquecento metri da qua in linea d’aria - dice un uomo - e ciononostante sia io sia mio figlio siamo stati svegliati dall’enorme boato, ma non mi sono nemmeno affacciato alla finestra perché di questi tempi non si sa mai».

In mattinata i dipendenti dell’ufficio postale erano impegnati nel riordinare tutto il locale, trasferendo i pacchi e tutta la documentazione urgente presso altri uffici, dato che quello di Savignano dovrà restare chiuso per sistemare il danno procurato dai malviventi, con buona pace delle tante persone, anche anziane e sprovviste di vettura, che avevano necessità di usufruire dei servizi postali.

«Vedo che qualcuno ha fatto bancomat prima di me», dice con sarcasmo un signore prima di allontanarsi. Un’amara fotografia dell’ennesimo colpo subito dal territorio della Valle Panaro.

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