Gazzetta di Modena

Modena

Mirandola sfratta i sinti e “assolda” i mediatori

Mirandola sfratta i sinti e “assolda” i mediatori

Il Comune vuole liberare l’area degradata e senza elettricità di via Manunzio Soldi ad una consorzio per aiutare gli ospiti a trovare una nuova casa e il lavoro

2 MINUTI DI LETTURA





MIRANDOLA. La situazione delle famiglie sinti, ospitate nell’area di via Manunzio, è ormai intollerabile anche per il Comune. La giunta, infatti, parla di un insediamento temporaneo che “si presenta in stato di forte degrado, che genera complessivamente condizioni di gravissimo disagio per i nuclei familiari, con presenza di minori, lì stanziati”. E ancora “la situazione nell’area di via Manunzio si è recentemente fortemente deteriorata in forza dell’interruzione di acqua ed energia elettrica stante il mancato pagamento delle fatture per l’utilizzo avvenuto”.

Ecco allora che la volontà del Comune è quella di “intervenire per eliminare la situazione di grande criticità”.

Si sa, però, che gli sgomberi dei campi nomadi sono sempre problematici e l’idea di utilizzare la forza non è nei piani strategici comunali. Anzi, è stato deciso di ospitare i sinti proprio in via Manunzio dopo il terremoto, quando il gruppo si trasferì dal vecchio campo di proprietà in via Imperiale, a San Martino.

Il piano della giunta punta invece sul confronto con le famiglie che verranno invitate a spostarsi non con lettere imperative, bensì con un’opera di autoconvincimento affidata ad una consorzio sociale. Perché gli amministratori hanno ritenuto necessario utilizzare come mediatrici persone che conoscono le famiglie mirandolesi e con le quali già lavorano. «Si rende necessario - scrive la giunta - mettere in atto azioni di istruttoria, cura ed accompagnamento che comportino l’individuazione di nuove aree e abitazioni, la vendita della proprietà delle famiglie Sinti, l’operazione di persuasione e di trasloco nelle nuove soluzioni abitative. Questo fa sì che si attivino interventi di mediazione impostati su complesse relazioni fiduciarie che implichino il coinvolgimento di soggetti professionalmente competenti e in grado di gestire le notevoli difficoltà insite».

La cooperativa individuata è la Giravolta di Carpi, che fa parte del consorzio di Solidarietà Sociale di Modena e che da tempo segue ed assiste i sinti. Con il Consorzio è stata stipulata una convenzione che durerà fino a luglio, data in cui il Comune si attende un’evoluzione definitiva del percorso con l’abbandono dell’area di via Manunzio e, in parallelo, l’inserimento nel mondo lavorativo di parte delle famiglie stanziate a Mirandola in modo tale da renderle economicamente autonome. L’incarico prevede che il Consorzio si occupi di ricercare soluzioni abitative anche fuori da Mirandola, curi la vendita dell’immobile dei sinti, li accompagni nel trasloco e faccia mediazione sociale nel nuovo contesto. L’attività verrà liquidata con 9180 euro (Iva esclusa), ma solo se i nomadi lasceranno davvero via Manunzio.

Francesco Dondi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google