Oltre un centinaio le filiali
La Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara è sorta da poche settimane sulle ceneri della vecchia Carife, in liquidazione coatta amministrativa. Ha un capitale sociale di 191 milioni di euro sottoscritto...
La Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara è sorta da poche settimane sulle ceneri della vecchia Carife, in liquidazione coatta amministrativa. Ha un capitale sociale di 191 milioni di euro sottoscritto interamente dal Fondo Nazionale di Risoluzione costituito presso la Banca d’Italia e previsto dalla normativa italiana ed europea: viene alimentato con il contributo di tutto il sistema bancario italiano.
La Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara presenta attivi per 3,7 miliardi di euro, dei quali 2,9 miliardi di euro in impieghi (senza sofferenze, passate alla bad bank), 200 milioni in crediti verso la “banca cattiva” e 600 milioni di cassa. Ammontano a 3,5 miliardi depositi e raccolta varia.
Sono oltre un centinaio gli sportelli tra Ferrara e provincia e sparsi nelle altre province di Bologna, Mantova, Modena, Napoli, Padova, Parma, Ravenna, Reggio Emilia, Roma, Rovigo e Vicenza.
In questa fase alla guida della banca c’è Roberto Nicastro (nella foto), che ha ricevuto l’incarico di gestire tutte le 4 “good bank” costituite da Banca d’Italia e di cederle a chi, come per esempio Bper Banca, è interessato a rilevarle. Oltre a Carife, Nicastro gestisce Banca Etruria, Banca Marche e CariChieti. La Popolare di Bari ha espresso l’interesse per rilevare Carichieti ma proposte sarebbero arrivate anche da Fondi di investimento. Il bando per le 4 “good bank” valuta in maniera preferenziale le offerte su tutte le 4 ma non è escluso che al momento della presentazione delle offerte definitive si possa formare un raggruppamento che poi si divida le 4 banche.
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