Palazzo Paltrinieri, demolizione irregolare
Cavezzo. Il Tar dà ragione alla proprietà e annulla l’ordine di abbattimento. Dubbi sui contributi statali
CAVEZZO. L’ordinanza di abbattimento di “palazzo Pacchioni” deve essere annullata e con lei tutti i provvedimenti successivi. Lo hanno stabilito i giudici del Tar a cui proprietari e residenti, rappresentanti dagli avvocati Giorgio Fregni Luigi Medugno e Claudia Molino, si erano rivolti dopo la contestata demolizione dell’edificio. Sul tema è in corso anche un procedimento penale che vede coinvolti l’ex sindaco Stefano Draghetti, che firmò l’ordinanza di abbattimento e tre vigili del fuoco.
I giudici amministrativi hanno comunque ritenuta adeguata la ricostruzione della demolizione, iniziata il giorno prima rispetto all’ordinanza firmata dal sindaco e senza un’approfondita verifica. «Il provvedimento comunale - scrivono i giudici - quindi, ha motivato l’ordine di abbattimento dell’edificio in virtù di presupposti fattuali non veritieri».
Ma nella sentenza si fa cenno anche alle dichiarazioni dell’ex sindaco: « Ho appreso di quanto accaduto in piazza Matteotti solo a cose fatte - ha detto Draghetti durante l’interrogatorio - Ho però deciso ugualmente di firmare l’ordinanza di demolizione predisposta dal Coc supponendo veritiere le affermazioni ivi contenute relative al sopralluogo ed alla necessità di demolire il palazzo».
Ora però si apre un’altra vertenza: il Tar infatti non ha disposto risarcimenti (non erano richiesti, ndr) e anzi evidenzia che per la ricostruzione di palazzo Paltrinieri sono stati chiesti soldi pubblici. Ma cosa potrebbe accadere adesso che l’ordinanza è annullata e quindi non è più utilizzabile per chiedere gli indennizzi? Cavilli burocratici che andranno sviscerati nei prossimi giorni, ma intanto si inizierà a quantificare la richiesta danni al Comune, al ministero degli Interni e alla Regione. (fd)
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