Gazzetta di Modena

Modena

Settecento fedeli al Giubileo con don Erio

Settecento fedeli al Giubileo con don Erio

Pavullo. Una folla enorme per il vescovo, costretto a dividere il pane della fratellanza in quattro parti

2 MINUTI DI LETTURA





PAVULLO. Folla oltre ogni attesa lunedì sera preso la chiesa dei frati di Pavullo per la celebrazione giubilare che ha radunato tutta la montagna modenese attorno al vescovo Erio Castellucci. Più di 700 persone hanno assistito alla funzione, un colpo d’occhio che davvero resterà impresso a lungo. Tante le persone accorse a tal punto che le 250 fette di pane preparate per essere distribuite come segno di fratellanza, dopo la benedizione, sono state divise prima a metà e poi in tre e quattro parti mentre davanti all’altare passava una fila interminabile. Un risultato davvero eccezionale per quella che non era neanche una messa ma una semplice preghiera comunitaria voluta per dare anche all’Appennino il suo momento forte in occasione del Giubileo voluto da Papa Francesco. Castellucci ha fatto un intervento molto intenso in cui è andato alle radici del significato della misericordia, sottolineando che “i nostri cuori vanno aperti all’esterno, certo, ma prima di tutto all’interno, per far passare il perdono di Dio. Ci sono cose che neanche noi perdoniamo a noi stessi: è il grande peccato di Giuda, la cui condanna maggiore non deriva dall'aver venduto Gesù per 30 denari, ma nel non avere avuto il coraggio di incontrare il suo sguardo e piangere chiedendo perdono, come invece ha fatto Pietro dopo averlo rinnegato. È questa la strada per uscire dal vicolo in cui ci precipita il senso di colpa, che lavora in profondità”.

Questo il messaggio centrale di una celebrazione che ha raccolto sindaci, consiglieri, rappresentanti delle forze dell’ordine e associazioni di tutta la dorsale, mentre l’altare era incorniciato dalla schiera di parroci dei vari vicariati. «Sono molto contento di com’è andata – ha commentato Castellucci al termine – stasera porto a casa l’immagine di una Chiesa di montagna viva, partecipe e desiderosa di continuare a camminare assieme. Tornerò senz’altro, nell’ambito delle mie visite che mi hanno già permesso di raggiungere 150 delle 243 parrocchie che abbiamo in diocesi».

«Non mi aspettavo una folla simile – ha commentato il parroco di Pavullo don Roberto Montecchi – considerando che il giorno feriale e peraltro di sera. Vuol dire che la gente di montagna ci ha creduto, dando una bella testimonianza».

Daniele Montanari

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google