Sono sgomberati dalla casa bruciata
Via Nonantolana: nonostante lo sfratto del Comune e il rogo la famiglia c’era rientrata per non dover dormire in strada
MODENA. «Siamo venuti qui perché non possiamo dormire in mezzo alla strada col freddo. Ora dove andremo?». Così ieri mattina urlava Axel Ahmetovic, 20 anni, uno dei figli della coppia che da settimane dorme nel parcheggio rasoterra accanto alla Coop Cialdini. Un caso che aveva attirato l’attenzione dei frequentatori della Coop e del quale ci siamo occupati.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.12855303:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/modena-sgomberati-dalla-casa-bruciata/53105/53370]]
A dormire dietro l’ingresso laterale dell’Inail di via Galaverna, è rimasto a dormire solo Alija, il capofamiglia. Moglie e due figli sono invece tornati nella casa dalla quale erano stati sfrattati dal Comune e che in dicembre era bruciata: Via Nonantolana 1291. Sul rogo è in corso un’indagine con l’ipotesi di dolo. Loro sostengono di essere estranei e anzi di aver perso tutto. La casa è davvero completamente compromessa. Però per madre e figli era meglio della strada e così per alcune notti hanno dormito in mezzo a mobili e muri bruciati mangiando quello che trovavano. Un caso di degrado totale e difficilmente gestibile.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.12855277:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2016/01/28/news/servizi-sociali-raid-con-urla-di-alcuni-nomadi-negli-uffici-dei-servizi-sociali-di-modena-1.12855277]]
Ieri mattina la polizia municipale è arrivata in forze per sgomberare l’alloggio abusivo. Dopo ore di trattative, i bosniaci sono andati via. Dove, non si sa. La casa è stata sigillata, le finestre sbarrate.
Da un lato ci sono le loro ragioni ormai di pura sopravvivenza; dall’altro, le ragioni della legalità e del rispetto delle regole. Spiega il Comune: «Nel corso degli anni sono stati numerosi i tentativi di definire progetti di supporto alla famiglia Ahmetovic a fronte della complessità di una situazione caratterizzata da precedenti di natura penale e garantendo risposta ai bisogni espressi dai diversi componenti, adulti e minori. A favore dei signori Ahmetovic sono stati attivati interventi di varia natura e dal 2010 la continuità della presa in carico ha previsto una prolungata accoglienza residenziale in strutture del Comune».
«Nel corso degli ultimi due anni, però, sono venute meno le premesse progettuali e si è avviato un percorso di uscita dall'alloggio, concordato con il nucleo familiare, e di integrazione su un altro territorio. Si è valutata anche la possibilità di fornire aiuto per la cauzione di un alloggio reperito sul mercato o di verificare ipotesi di prestito sociale a conclusione del percorso di sostegno e aiuto». Il Comune conclude invocando un principio di equità con gli altri cittadini. Loro, gli Ahmetovic, ieri mattina ripetevano di aver perso tutto, comprese le oltre 200 statue di madonne che costituivano il commercio del padre, e di non sapere dove andare.
Carlo Gregori
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
