«Alloggi popolari: strumentali le proteste dell’opposizione»
La graduatoria per gli alloggi in affitto a canone concordato, pubblicata dal Comune in questi giorni, ha suscitato grandi polemiche in particolare per l'alta presenza di stranieri fra gli aventi...
La graduatoria per gli alloggi in affitto a canone concordato, pubblicata dal Comune in questi giorni, ha suscitato grandi polemiche in particolare per l'alta presenza di stranieri fra gli aventi diritto.
Ma la polemica, di cui la Gazzetta ha dato notizia ieri nelle parole del consigliere dei Sassolesi Camilla Nizzoli, nasce su un equivoco.
Il centro-destra ha, infatti, lamentato che non fosse stato tenuto conto del criterio di residenzialità storica elaborato dalla precedente giunta comunale guidata dall’ex sindaco Luca Caselli e premiante per gli italiani, protestando però contro la graduatoria per le case popolari (Erp) che non è questa.
Chiarisce l'equivoco l'assessore ai servizi sociali Antonella Vivi: «Apprendo con stupore delle proteste dell’opposizione riguardo le graduatorie per l’affitto in garanzia, che in realtà sono state stilate col regolamento modificato da loro quando erano al governo della città, che non è stato minimamente modificato da noi. Non si può ignorare la differenza tra Affitto in garanzia ed Erp». In effetti scorrendo il bando si vede che viene assegnato un punto per ogni anno di residenza, proprio come voleva il centro-destra. L’unica modifica che questa amministrazione ha fatto – aggiunge l'assessore - è stata un’ulteriore agevolazione al pagamento dell’affitto per le categorie fragili: anziani e disabili. È vero che in graduatoria ci sono molti stranieri, ma basta vedere entrambi gli elenchi, ammessi e respinti, per capirne il motivo. Su 46 domande presentate (comprendendo sia gli ammessi che gli esclusi) 12 sono di italiani, 34 di stranieri: se il triplo di stranieri, rispetto agli italiani, presenta la domanda è matematico che la maggioranza di ammessi non sia di nazionalità italiana; tra l’altro era esattamente così anche con l’amministrazione precedente.
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