Camera Commercio in subbuglio
I 63 lavoratori in stato di agitazione: «Le nuove norme tolgono ogni funzione»
Il personale della Camera di Commercio di Modena ha proclamato lo stato di agitazione in vista dell'imminente decreto legislativo con cui il governo intende riordinare il sistema camerale. «Il governo vuole togliere alle Camere di Commercio la quasi totalità delle loro funzioni - dicono i rappresentanti sindacali unitari dell'ente - Per le sue 89.861 Attività imprenditoriali iscritte, ciò significa dire addio a "molti contributi, finanziamenti e sostegni». Nel solo 2014, ad esempio, il tessuto imprenditoriale modenese ha ricevuto dall'ente camerale circa 7,2 milioni di euro, per lo sviluppo di progetti che d'ora in poi «non sarebbero più realizzabili, a causa di una centralizzazione che allontanerà servizi e consulenze dal territorio», continuano le Rsu. I sindacalisti avvertono che così il sistema economico provinciale perderà contributi e finanziamenti alle imprese, sostegni all'imprenditoria femminile e giovanile, interventi a favore dell'internazionalizzazione, certificazioni per le esportazioni, sostegno ai processi di innovazione e al credito alle imprese, assistenza per aprire nuove imprese.
I 63 lavoratori della Camera di Modena manifestano «la propria indignazione per una decisione che giudicano assurda e incomprensibile - continuano le Rsu - Il rischio è di un irreparabile pregiudizio alle imprese e, più in generale, al sistema economico locale, senza alcun vantaggio per la spesa pubblica, sulla quale le Camere non incidono. Da qui l’adesione allo stato di agitazione a livello nazionale».
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