Crepacuore, una vera malattia
Il recente caso di Egidio e Bruna conferma che il “male” ha una base scientifica
Ha un precedente modenese e una giustificazione scientifica la morte di crepacuore di Egidio Zulian. Come abbiamo riferito alcuni giorni fa, Egidio, 90 anni, ma in buono stato di salute, è morto di crepacuore subito dopo avere appreso che la sua amata Bruna, 88 anni, ricoverata alla Casa albergo Le Robinie di Correggio, era appena morta a causa di complicazioni legate a problemi cardiaci. Il precedente.
È il 3 marzo 2011 quando Luciana B. muore di crepacuore al Policlinico dopo aver saputo che la sua mamma era appena deceduta in ospedale. Succede nel laboratorio di Emodinamica dell'ospedale modenese, entrato all'epoca e per altri versi nell'occhio del cliclone per il caso Cardiologia. Ed è, quel giorno, proprio uno dei protagonisti del caso, il dottor Giuseppe Sangiorgi, poi rimosso dall'incarico di responsabile del Laboratorio di Ematologia, a cercare di salvare la vita alla signora, portata al quarto piano del Policlinico dopo un primo tentativo di rianimazione effettuato dei medici del Pronto soccorso. Sangiorgi e la sua equipe fanno di tutto per salvare la vita alla signora, ma le condizioni sono molto gravi, tanto che già al pronto soccorso la situazione era apparsa molto critica. La donna s'era recata in mattinata alla camera ardente dell'ospedale, dove era stata posizionata la salma della mamma.
Per il forte dispiacere che l'ha assalita, la donna si sente male e accusa subito, stando agli atti, “forti dolori agli arti dopo notizia luttuosa” come si legge nel bollettino medico. Subito dopo, il dolore si concentra al braccio sinistro. Alcuni presenti la portano verso la macchina, “con perdita di conoscenza e vomito”, una volta entrata nella vettura. Dopo il vano tentativo di rianimarla in Pronto soccorso, i medici la inviano in Emodinamica, oggi diretta dal professor Rosario Rossi, dove muore in serata. Più tardi per un atroce scherzo del destino si riunirà alla mamma alle camere ardenti, proprio là dove aveva avuto un malore per la notizia della morte di quest'ultima. Crepacuore, come nel caso del povero Egidio. Un tempo si credeva fosse solo un modo di dire, in realtà il crepacuore, spesso provocato dalle notizie luttuose o molto stressanti, e definito “Sindrome di Tako-Tsubo”, ha basi scientifiche ormai consolidate. Un passo avanti nella comprensione della patologia cardiaca da stress, dai sintomi molto simili a quelli dell'infarto (dolore acuto al petto, anomalie all'elettrocardiogramma) è stato fornito da una pubblicazione apparsa sull'European Heart Journal, redatta da un gruppo ricercatori italiani, poi confermata da altri studi, secondo cui si tratterebbe di una disfunzione temporanea del microcircolo coronarico. Lo spasmo del microcircolo impedisce temporaneamente al cuore di contrarsi in modo normale, da cui la forma a palloncino assunta dal cuore. Nei sintomi è molto simile all'infarto ma mentre quest'ultimo produce danni alle coronarie visibili alla coronarografia nel crepacuore le coronarie non presentano alterazioni. Il Tako-Tsubo (letteralmente “cesta per raccogliere i polipi”, una sorta di clessidra che rimanda alla forma che assume il cuore quando la corononaria più importante si restringe per una forte emozione) è spesso considerato come un tipico evento femminile. Infatti colpisce soprattutto le donne in menopausa e si associa nell'80% dei casi a forte stress emotivo, come nel caso di Luciana e di Egidio.
Alla prima, addirittura, il fatto di avere un ospedale a portata di mano con cure tempestive a tutti i livelli, non servì a salvarle la vita.
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