Il Ministero entra nell’ex Campo
Carpi. La volontà di partecipare alla Fondazione annunciata da Franceschini
di Stefano Luppi
Il Ministero per i beni culturali entrerà presto nella fondazione carpigiana che gestisce l'ex campo di concentramento di Fossoli, attualmente mantenuta dal Comune e dall'associazione “ex Campo”. A dirlo, ieri, è stato lo stesso ministro della cultura Dario Franceschini che è intervenuto a seguito dell’appello proveniente dalla istituzione americana “World Monuments Fund”. Quest'ultima è una struttura prestigiosa nata nel 1965 che nel corso del tempo ha posto la sua attenzione su 600 progetti in 90 paesi di tutto il mondo. E proprio il World Monuments Fund aveva classificato l'ex campo di concentramento di Fossoli tra i cinquanta luoghi del mondo nei quali sarebbe in pericolo la memoria. La causa, dicono gli esperti americani, è legata all’incuria del sito e da qui la proposta di Franceschini che spiega: «Stiamo lavorando per fare entrare il ministero nella fondazione dell'ex Campo. In questo modo si consentirà un impegno diretto dello Stato per il recupero di questo luogo della Memoria anche attraverso lo stanziamento di risorse necessarie per restaurare e salvaguardare questo simbolo della deportazione italiana».
A dire il vero la struttura, attualmente presieduta dall'ex parlamentare Pierluigi Castagnetti, già da tempo è almeno in parte salvaguardata. Certo, va detto che per decenni quel luogo a pochi chilometri dal centro di Carpi - A Palazzo Pio c'è il Museo al Deportato - è stato abbandonato a se stesso. Ma la situazione sta cambiando tanto che lo scorso anno è stato approvato un piano di recupero per alcune baracche che, dopo una visita di dicembre del sottosegretario di Palazzo Chigi Luca Lotti, dovrebbe prevedere anche l’arrivo di fondi governativi. Poi la nuova buona notizia, giunta ieri nel corso della Giornata della Memoria.
Il sindaco di Carpi Bellelli e il presidente della Fondazione ex Campo Castagnetti dal canto loro hanno espresso soddisfazione per le dichiarazioni fatte oggi del Ministro Dario Franceschini.
Stefano Luppi
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