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Fanano. Ipotesi di omicidio colposo per la morte dello studente

di Daniele Montanari
Fanano. Ipotesi di omicidio colposo per la morte dello studente

Sequestrate l’asta sparaneve, le protezioni e l’attrezzatura di Emanuele Santoni Non ci sono finora indagati ma verranno ascoltati i responsabili della pista

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FANANO. La procura di Modena ha aperto un fascicolo d’inchiesta per omicidio colposo sulla morte di Emanuele Santoni, il ragazzino di 14 anni morto in un incidente sugli sci. Al momento non ci sono indagati, ma i magistrati hanno disposto il sequestro della “giraffa” (la giraffa sparaneve), delle protezioni e del vestiario dello studente, deceduto martedì po

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meriggio mentre nei prossimi giorni saranno ascoltati a sommarie informazioni gli addetti della pista. La salma di Emanuele è ancora all’istituto di Medicina Legale del Policlinico di Modena dove sarà sottoposta ad esami autoptici. Non ci sarà l’autopsia, ma verranno eseguiti altri accertamenti necessari per verificare se alla base della caduta mortale vi sia stato o meno un malore. Oggi dovrebbe comunque essere autorizzato il funerale.

Intanto ieri l'emozione era ancora fortissima sul Cimoncino, in particolare sulla pista Delle Marmotte, dove il ragazzino si è schiantato intorno alle 15.30. Un urto terribile che ha vanificato la presenza della protezione, dovuto a una velocità sicuramente superiore ai 50 km/h, c'è chi parla anche dei 70. Il Consorzio del Cimone in una nota ha espresso vicinanza e cordoglio alla famiglia, agli insegnanti e agli amici di Emanuele: «Nonostante da anni la stazione lavori per la sicurezze delle piste, investendo uomini e mezzi per adottare, come in questo caso, tutte le dovute precauzioni - ha sottolineato in una nota - purtroppo a volte ci si sente impotenti dinanzi a fatalità che ci lasciano attoniti. Basti considerare che solo sulla pista teatro dell’incidente transitano circa 350mila sciatori per ogni stagione invernale e mai fino ad ora si era verificata una simile tragedia».

Anche il sindaco Stefano Muzzarelli ha rinnovato il suo messaggio di “profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia per un fatto che ha lasciato tutti sconvolti”. Dopo che martedì pomeriggio la pista era stata evacuata a seguito dell’emergenza, ieri ha riaperto in mattinata in un clima quasi surreale: qualche sciata ma pochissimi sorrisi, su tutto incombeva una cappa di amarezza. In chi martedì c’era e aveva visto tutto ma anche in chi aveva saputo della tragedia dai giornali. Il punto dell’incidente è ancora delimitato dai nastri dei carabinieri, dietro un materasso nuovo perché quello dello schianto è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria, insieme a tutta l'attrezzatura da sci del ragazzo, compreso il casco nuovissimo che al momento dell’impatto non si è rotto, ma regolarmente sganciato come succede di fronte agli urti molto forti, per evitare che il gancio possa strozzare l’atleta. Quello che non ci si riesce a spiegare è come il 14enne sia finito proprio lì, in quella che non è la prima asta di una fila ma è in mezzo alle altre, del tutto fuori traiettoria. Probabilmente stava facendo lo spazzaneve quando gli si sono raddrizzati gli sci e non ha saputo cosa fare. Se si fosse semplicemente buttato a terra, con la neve intenerita dal sole, forse sarebbe uscito illeso.

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