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La quinta del Venturi di Modena espone a Spazio Fisico

La quinta del Venturi di Modena espone a Spazio Fisico

Collaborazione tra la galleria dell’ingegner Guidotti per ospitare i lavori dei ragazzi del Liceo Artistico

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MODENA. È vero, viviamo nella società delle immagini. Ma talvolta, nonostante tutto, sentiamo il bisogno di un’esperienza più densa e profonda. A questo mirava l’iniziativa presso la Galleria Spazio Fisico, in Via San Salvatore, che ha ospitato in mostra le opere degli studenti dell’indirizzo di Arti figurative del Liceo artistico “A. Venturi”.

La mostra è nata da un incontro fortunato: gli insegnanti dell’istituto e l’ingegnere Gian Carlo Guidotti, che da due anni mette a disposizione il suo spazio espositivo per presentare alla città le opere degli studenti delle quinte. Noi, studenti della classe quarta, abbiamo voluto partecipare all’inaugurazione per intervistare i nostri compagni più grandi, i protagonisti.

Quali vostre opere avete scelto di mettere in mostra?

«Lavori che sono frutto del nostro lavoro estivo tra la quarta e la quinta. La nostra scuola ci offre l’opportunità di frequentare uno stage, alla fine del quarto anno, presso artisti, restauratori, scenografi, decoratori e, sicuramente, in questi nostri dipinti, si possono trovare le tracce di questa nostra esperienza. La prof Bonacini, insegnante di Discipline pittoriche, ci ha lasciati liberi nella scelta dei soggetti e delle tecniche proprio per permetterci di esprimere il risultato del nostro percorso di studi in modo del tutto personale».

«Io, ad esempio - dice Luca Gagliardelli - ho creato “La vanità”, una figura di donna, vista di spalle, ma evidentemente compiaciuta della propria bellezza, su un supporto di ferro arrugginito in modo da far cozzare l’esaltazione dell’effimero con l’azione corruttrice del tempo».

Ingegner Guidotti, che cosa l'ha spinta ad aprire la sua galleria agli studenti del Venturi?

«Da quando li ho visti lavorare presso la bottega del mio amico restauratore Carro ho deciso, da una parte, che i loro lavori meritavano di essere conosciuti al di fuori della scuola e, dall’altra, di mettere i ragazzzi alla prova, chiedendo loro di impegnarsi in modo autonomo».

Prof Bonacini, quali obiettivi vi siete posti nel realizzare questa mostra in uno spazio esterno alla scuola?

«L’indirizzo delle Arti figurative è nato da poco; ne stiamo verificando le potenzialità e scoprendo le prospettive. In queste occasioni, che la galleria Spazio fisico sta offrendo alla nostre classi quinte, i ragazzi trovano lo spunto per mettersi alla prova e cominciare a considerare le loro specifiche inclinazioni. Forse, però, vorremmo anche favorire una nuova prospettiva per le arti figurative in cui il valore della manualità, le forme espressive nate dall'incontro con la materia e il colore, possano integrarsi con le nuove tecnologie».

Giorgia Gavioli

Giacomo Landi

Elisa Manai

Virginia Pivetti

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