Modena, la strada degli autoscontri dove tutti si schiantano
Tanti guidatori non vedono la fine di via Morello e finiscono nel terrapieno Comune già condannato a pagare i danni di uno degli incidenti: a breve l’appello
MODENA. Una coppia esce per una cena a casa di amici. Un’abitazione che hanno raggiunto già altre volte in automobile, su una strada che quindi conoscono a menadito, seppure sia già sera. Eppure qualcosa è cambiato rispetto all’ultima volta che hanno percorso quella strada. La nuova linea dell’alta velocità, infatti, passa proprio per quella strada, la spezza a metà, sostanzialmente dividendola in due. Ecco spiegato il motivo dei nuovi cartelli: strada senza uscita, pericolo generico e divieto di transito. Eppure il loro amico abita lì, ne sono certi e quindi imboccano il piccolo stradello Morello. A un certo punto, senza nemmeno rendersene conto e senza poter frenare nonostante la velocità non fosse elevata, si ritrovano dentro a un fossato. O meglio, la loro auto si arrampica su un dosso di erba, restando “a cavallo” su quel rialzo e di fatto bloccata. Totale dei danni all'autovettura 6mila euro, la guidatrice è illesa mentre l'uomo riporta un lieve trauma toracico causato dalla cintura. È il 20 febbraio del 2010.
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La coppia decide di far causa al Comune di Modena, perché se è vero che hanno ignorato alcuni cartelli, secondo la loro opinione quella strada è pericolosa per chi non l’abbia già percorsa - o per chi non fosse a conoscenza dei lavori dell’alta velocità - e rappresenta un pericolo perché il dosso di erba non è segnalato e il divieto di transito è affisso proprio sul dosso, una posizione che lo svuota della sua funzione. La coppia chiede l’80% dei danni subiti al Comune e il giudice di pace dà loro ragione, intimando il Comune a pagare 4800 euro più le spese legali. Ma il Comune non ci sta, impugna la sentenza e va in appello, specificando che la segnaletica è in ordine e che la guidatrice (al volante c’era la donna) ha coscientemente ignorato i cartelli di pericolo. Ma al di là della segnaletica presente, quella strada resta pericolosa e nel corso degli anni si sono verificati altri incidenti identici, nello stesso punto di stradello Morello. C’è chi si è fermato esattamente nel medesimo punto in cui la coppia ha avuto l’incidente, c’è chi, addirittura, ha sfondato il terrapieno terminando la propria corsa contro la recinzione che delimita i binari della linea dell’alta velocità.
Questo perché i guidatori, a cui è intimato il limite dei 50 chilometri orari, avanzano di sera senza alcuna preavviso che di lì a pochi metri l’asfalto avrà fine e che si troveranno di fronte ad un rialzo in terra. Non c’è illuminazione artificiale e per di più il manto stradale è coperto di ghiaia, una situazione che rende le frenate dei veicoli molto più “lunghe” e difficoltose del normale.
Ora toccherà al giudice stabilire in appello se la difesa presentata dal Comune sia sufficiente a ribaltare il primo grado oppure se lo stesso Comune dovrà pagare la somma stabilita e provvedere a sistemare la segnaletica stradale in quel punto di confine con Soliera, che negli anni si è trasformato in un autoscontri per le autovetture.
Giovanni Balugani
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